Naturale 2013 – Domenica

20130512_132110Nuovamente in viaggio verso Navelli per la seconda giornata di Naturale 2013, dove nel pomeriggio (in verità poi diventerà quasi sera) dovrò presenziare all’incontro sul vino in damigiana, il vino senza bottiglia, lo sfuso per capirci.
Il sole riscalda l’abitacolo, c’è ancora meno traffico che non sabato e l’autostrada è quasi ipnotica da quanto è noiosa.
Riprendo conoscenza dopo il casello de l’Aquila Est, quaranta chilometri da percorrere in scioltezza, unica preoccupazione gli autovelox dislocati strategicamente in discesa con limite a 50 km/h.
Va bene così, la statale 17 è bella da percorrere, campi coltivati da una parte, qualche capannone dall’altra appena si attraversa l’area industriale di Bazzano.

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Maurizio Donadi di Casa Belfi

Si scorre per le colline abruzzesi, prologo della Maiella e del Gran Sasso, osservando i piccoli paesi che paiono dipinti, ogni tanto un casolare diroccato finito di crollare con il maledetto terremoto del 2009 mi riporta alla realtà.
Il discesone mi porta verso la valle dell’Aterno, lungo cui scorre la strada che anticamente veniva usata per la transumanza dei pastori; ogni tanto le pietre miliari riportano il chilometraggio verso Foggia, meta delle greggi.
A destra il castello di San Pio delle Camere, diroccato e disteso lungo il fianco della collina ad antica e ormai inutile guardia dell’incolumità dei pastori, la vegetazione prende il sopravvento sulla pietra bianca di cui fu costruito. 
Una decina di chilometri ancora ed arrivo a Palazzo Santucci, il primo volto noto che vedo, oltre agli amici di Dinamiche Bio all’ingresso, è Maurizio Donadi di Casa Belfi che sale e scende le scale con casse di vino tra le braccia; scontata la tappa al suo banco, non solo per assaggiare il suo Prosecco Col fondo (o Colfondo), metodo tipico di produzione del Prosecco, ma per berlo volentieri, preparandomi psicologicamente agli assaggi della giornata.
Vorrei vedere qualche fighetto dell’happy hour adesso, a mettergli la testa dentro questo vino e dirgli: questo è Prosecco, coglione.
Maurizio ha calma serafica e vera passione quando parla del suo vino, spiegando che quello, il metodo con il fondo, è il vero metodo con cui va fatto il Prosecco. I numeri ultimamente stanno dando ragione a lui ed a quelli che hanno sempre creduto nel Prosecco fatto secondo tradizione, sta iniziando ad essere conosciuto, piace e viene venduto bene.
Il vino di Casa Belfi è estremamente gradevole nel bere, la sapidità ha il giusto livello per essere non solo un ottimo aperitivo, ma per essere bevuto lungo tutto il pasto. Le rotondità lasciamole a qualcun altro, sembra dire questo vino, io ho acidità da regalare per portarvi profumi e sapori.
Dal Veneto alla Toscana per assaggiare i nuovi venuti, Le Boncie “5” 2011 e Le Trame 2010.
Il 5 è un vino che mi ha sempre affascinato, forse anche più del più complesso Le Trame.
Sarà per la schiettezza immediata, per il godimento dissetante, per l’assenza di evoluzioni filosofiche; poi lo ascolti meglio e ti accorgi di quanta profondità esiste in questo 5 2011, quanta complessità olfattiva ancora in erba, quanta allegria gustativa al palato.
20130512_134506Le Trame 2010 è da bere tante volte, da solo e in abbinamento, gustandolo e degustandolo.
Ha necessità di doversi aprire, poi senti le spezie e la frutta rossa, ti vengono in mente i boschi e la dolcezza dell’aria. Il palato ha un ingresso morbido e snello, con freschezza acida di gran tenore. Da bere ora, tra un anno, tra due, tre….

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Lodovica Lusenti ed io

Trascorre così la mattina, il pranzo è allietato da un buon bicchiere di ’38’ di Tenuta Terraviva; assaggi sparsi nel pomeriggio e chiacchierate con gli amici in attesa che sia il turno del seminario sui Vini senza bottiglia con i vini di Lodovica Lusenti o, come dice più correttamente lei, i Vini in Damigiana.
Non è stato un seminario, e nemmeno una degustazione guidata. I vini erano due, una malvasia frizzante ed un gutturnio anch’esso nella versione frizzante.
E’ stata un’ora trascorsa assaggiando un vino senza necessità di inventarsi descrittori olfattivi o aggettivi sensoriali, ascoltando Martina, la figlia di Lodovica, raccontare la filosofia di produzione.
Avvicinare il cliente al vino non andandolo a cercare nel supermercato o in enoteca, ma facendolo venire in cantina, assaggiare il vino e portarselo via in un contenitore di vetro, fare in modo che la conoscenza del buon vino, e di altri prodotti, non sia limitata a chi frequenta la fiere e le degustazioni, ma sia invece estesa al consumatore finale, iniziando a far comprendere che il vino, o la marmellata, o l’olio, o il formaggio, non viene fuori già imbottigliato o imbustato, ma fa parte di quel patrimonio culturale che è l’Italia dei Comuni.
Scoprire cosa voglia dire terroir inizia da qui. Due brani hanno fondamentalmente accompagnato il viaggio verso Navelli: Don Williams che canta Listen to the Radio, e i Kingston Trio, con Where Have all the Flowers Gone?

Wine Roland

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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