Naturale da tre anni – Intro e note

NavelliTornare a Naturale, la fiera di Navelli, per me è l’occasione di partecipare ad una festa.

E’ ormai questo lo spirito che si respira a palazzo Santucci da quando, nel 2012, l’Abruzzo diventò sede di quello che sarebbe diventato un appuntamento da non perdere per gli appassionati del vino naturale.

Come disclaimer dico subito che sono amico personale del gruppo di DinamicheBio, Agnese, Benedetta, Luca Paolo, Marianna, Paolo; questo significa che potrei non essere obiettivo, almeno nel parlare dell’evento.

Ancor di più, sono amico anche di molti dei produttori presenti, quindi la mia mancanza di obiettività è doppia.

Se aggiungete che sono entrato con l’accredito stampa, quindi senza pagare, la anobbiettività è tripla. 

Bene, ora che lo sapete, posso continuare a scrivere, e voi a leggere.

Sono stato a Navelli solo sabato 10 maggio, una giornata piena di sole lungo la strada e nel palazzo, anche al suo interno, dentro le sale, tra le persone, fra produttori visti da poco al Vivit, o ancor più recentemente nelle loro cantine. 

La piacevolezza di ritrovare amici che da tempo non incontravo ha fatto da cornice a tutta la giornata.

Molti assaggi naturalmente, anche qualche 2013 non esattamente pronto per essere imbottigliato. Questa è stata una delle considerazioni che ho ascoltato parlando con molti produttori, il fatto che le fiere avvengono sempre prima dell’imbottigliamento del vino nuovo, costringendo così alla scelta se portarne o meno qualche bottiglia in assaggio.  Questo chiaramente vale per tutte le fiere, ad iniziare da Verona in poi.

Veniamo a qualche nota di assaggio.

Ho riassaggiato con piacere i vini di Podere Veneri Vecchio, in Naturaleparticolare il Bianco Tempo 2011 che avevo recensito qualche giorno fa. Raffaello Annichiarico ha portato però a Naturale una versione rivista di questo vino, dove il solito uvaggio di Grieco e Cerreto vede un’aggiunta di Falanghina, che lo ingentilisce. Il Nigrum 2011, Aglianico in purezza, è tra i migliori Aglianico in circolazione: pulito, olfattivamente ampio, lascia la bocca ordinata e profumata a lungo. 

NaturaleUna nota di merito va ad Ennio e Mena dell’azienda Canlibero, new entry della Campania nel mondo del vino e della fiera di Navelli. Due i vini prodotti, lo Iastemma 2012, falanghina in purezza, ed il Turrumpiso 2012, aglianico in purezza. Lo Iastemma è stata, come dice Ennio, quasi una scommessa (anche se non è esattamente questa la traduzione del nome dal dialetto beneventano….), un vino dinamico anche nelle fasi di vinificazione. Nessun accenno di puzze o difetti di alcun genere dimostrano l’attenzione durante le fasi più delicate della vinificazione; i profumi sono ancora irruenti, poco disciplinati, e così anche l’assaggio. Rimane la buona bevibilità e freschezza che lo rende in ogni caso gradevole. E’ però con il Turrumpiso che Ennio dimostra di avere il manico. Profumi netti e decisi, ed al palato dimostra tutte le potenzialità dell’aglianico, la struttura ben equilibrata dalla nota giovane ed evolutiva. Da acquistare ora, da bere tra sei mesi, e nel frattempo dissetatevi con la loro falanghina.

Il Lazio ha portato Andrea Occhipinti da Gradoli, nome ormai notoNaturale a chi frequenta le fiere dedicate ai vini naturali; l’Aleatico è il vitigno principe, come è giusto che sia. L’Alter Ego è la faccia nascosta dell’Aleatico, che Andrea vinifica qui in bianco, riuscendo a sottolineare la mineralità dei suoi terreni (che alle fiere spesso si porta appresso, come si vede dalla foto…), mentre nell’Alea Viva, un aleatico classico, diciamo così, ritroviamo leggerezza e bevibilità unite a struttura sapida. Un gran bel bere. Ma direi che l’eccezionalità la troviamo nell’Arcaico, uvaggio di Aleatico e Grechetto, sentori di bosco, di quercia, di spezie, rotondo al palato, morbidezza quanto basta e superlativo nelle note fresche e sapide.

[continua]

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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