Lo sgarro è ancora lì, i milioni del pronto soccorso svaniti in garza e punti di sutura. Il punto posto al capo estremo della ferita è Navelli, uno dei Borghi più Belli d’Italia e con la sua Piana sicuramente quello con lo zafferano migliore. Il titolo onorifico non è valso a risparmiarlo dal fendente e dai successivi impacchi di ponteggi e transenne. Venendo da L’Aquila è proprio là dove si è fermato il coltello, dove l’ultimo punto è stato cucito dal medico di guardia, quel doctor per nulla subtilis che ha scelto di non curare il paziente più grave, quello in terapia intensiva: L’Aquila bbella mé. Solo tisane. E amaro medicinale.

Prevedo un commento: “Basta col sisma spettacolarizzato”. Lo avete visto e sentito fino alla nausea. Ed è un peccato se la rievocazione del dramma vi fa l’effetto di un emetico, giacché qui proprio di palato, papille e stomaco si tratta.

È una festa e noi a Navelli andremo a brindare. A brindare con tanti produttori, molti più di quelli inizialmente attesi, che hanno scelto di rinunciare a un’altra fine di settimana in famiglia o tra botti e filari.

Con un novero di relatori e ospiti ben più nutrito di quanto si credesse possibile. Con due dosi terapeutiche di tecnica ed empiria, intelletto ed emozione sub specie artificis, non artificii: Nicoletta Bocca e Gaspare Buscemi. Con gli Alpini featuring Giulia Graglia a Casetta loro. Con Giampaolo Gravina, per i suoi  ragionamenti, i racconti e le scelte a proposito di vino naturale.

Noi andremo a brindare con tutto l’Abruzzo, ché un evento così da queste parti non s’era ancora visto e da quel che ci dicono se ne sentiva la mancanza. Una modesta opportunità per passare da un punto di sutura a un punto di svolta?

Troverete il programma delle attività, la lista dei produttori partecipanti e le altre informazioni utili al sito http://www.naturalefieradelvino.it/, anche cliccando sul banner che trovate qui su storiedelvino.com

L’articolo di Emanuele ha un duplice ed evidente scopo.

Il primo, ricordare come il sisma abruzzese sia stato l’ennesimo palco dove buffoni e burattini si sono scatenati per esaltare se stessi, e dove il burattinaio, ben lungi dal rimanere nascosto, si è sostituito al ranocchio che nessun bacio potrà render principe.

Il secondo, parlare di un evento con cui, grazie anche a tanti produttori di tutto il territorio nazionale ed oltre, si vuole ricostruire il territorio ripartendo dalla terra, ancorando ancora di più le proprie radici al suolo, nel rispetto della natura e cooperando con essa. Questo è il messaggio che a Navelli, con testimonianza tattile (e gustosa, direi) tutti i partecipanti vogliono dare. (Wine roland)

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