Outsiders al Chinese Wine Summit

Chinese WineA quanto pare, Jim Boyce, amministratore delegato di Grapewall of China, ci è rimasto parecchio male dopo aver visto i risultati del biennale Chinese Wine Summit 2014, l’8 ed il 9 marzo scorso.

Il suo articolo infatti inizia in questo modo: “Immaginate che nessuno tra Spagna, Germania, Italia, Argentina o Portogallo riescano a passare il secondo turno della prossima Coppa del Mondo di calcio. Così è come si sono sentite alcuni commercianti quando i pezzi grossi Helan Qing Xue, Silver Heights, Great Wall e Changyu, tra gli altri, non hanno raggiunto le selezioni finali al recente Chinese Wine Summit

Quelle citate sono le più famose cantine vinicole in Cina, e sicuramente le più ricche.

Di questi, nessuno è risultato nella lista dei sette vini raccomandati per il Summit 2014 dai tre giudici, ossia Jancis Robinson (Inghilterra), Bertrand Boutsch (Francia), Ian D’Agata (Italia).

L’articolo continua dicendo che, forse, la signora Robinson ormai inizia a China Winedare cenni di cedimento olfattivo, visto che ad un evento non molto tempo addietro, “…fu servita una bottiglia che tutti pensavano avesse preso di tappo, tutti tranne la signora Robinson, che insistette che era un vino molto buono”.

La lista dei sette migliori vini cinesi, in ogni caso, è questa: 

Chateau Nine Peaks, Cabernet Sauvignon Riserva 2011, Shandong

CITIC Guoan, Niya Cabernet Sauvignon Dry 2012, Shandong

Chateau Bolongbao, Rosso Secco 2010, Hebei


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Ningxia Red Shapotou, Cabernet Gernischt 2012, Ningxia

Lanyl, Merlot 2011, Ningxia

Canaan, Cabernet Sauvignon 2011, Ningxia

Yuan Shi, un altro Cab del 2012, Ningxia.

La regione di Ningxia, al confine con la Mongolia interna,  quindi si è aggiudicata la competizione con quattro vini sui sette; tra questi, la Robinson, al di fuori della competizione, ha affermato che il Canaan è stato il migliore della serie. 

Chinese Wine RobinsonIl limite che Jancis Robinson ha trovato nei vini cinesi è stato sicuramente la capacità di evolversi nel tempo, e ironicamente ha notato quanto sia fantastico che la Cina quinto produttore di vino nel mondo, abbia fondamentalmente solo tre vitigni, Cabernet e Merlot per i rossi, Chardonnay per i bianchi. 

Una buona frecciata verso l’acerrimo rivale Robert M. Parker jr.

Un’altra frecciata, in questa intervista su Ideal Shangai, la signora del vino la lancia contro la Cina stessa, o meglio contro il suo mondialmente noto vizietto di falsificare praticamente tutto, vini compresi.

Dice infatti la Robinson che probabilmente la cosa migliore che si possa avere in un vino cinese è essere sicuri che tutti i vini siano autentici e soprattutto fatti proprio con le uve riportate in etichetta, cosa che spesso ai produttori cinese, sfugge.

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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