Poco vino per la Cina?

La Cina, nonostante il rallentamento della sua crescita, rimane il mercato dove tutti vorrebbero andare a fare affari.

Il mercato è globale però, il che vuol dire che chi ha i soldi prende tutto e, soprattutto, può fare il bello ed il cattivo tempo.

Come riporta l’Agenzia Nuova Cina, i viticoltori cinesi hanno chiesto al responsabile della divisione vino della China Alcoholic Drinks Association di contingentare l’importazione di vino dalla UE.

Storia del vino cinese

produzione storica del vino in Cina
Mattonella dipinta – La produzione del vino , Dinastia Han, 25-220 d.C.

In Cina si importano 1.691.140 hl di vino (dati 2011), una quantità cioè oltre quattro volte superiore a quella del 2008, e che rappresenta il 30% di tutto il mercato cinese. La Cina è diventata il quinto mercato del vino nel 2011, superando anche il Regno Unito e, di questo passo, diventerà il maggior consumatore del mondo nei prossimi 20 anni, a questi ritmi di crescita.

D’altro canto, la produzione di vino in Cina è all’incirca di 300 milioni di bottiglie, in continuo aumento.

Il vino ovviamente è conosciuto in Cina fin dal II secolo a.C. , sebbene venisse usato quasi esclusivamente nei templi o come dono per l’Imperatore. Nel libro “Testimonianze storiche” di Sima Qian (210 dC circa), viene raccontata una vicenda che coinvolge il generale Zhang Qian che nel 138 a.C. scoprì che nella regione di Dawan si produceva vino dall’uva (al contrario della tradizionale produzione dal riso) e che nelle case benestanti era sempre presente una scorta di vino. Al ritorno del generale, l’Imperatore Wu della dinastia Han iniziò a produrre vino usando le pianticelle riportate durante la spedizione.

Occorrerà però attendere la dinastia Tang (618-907 d.C.) per  il miglioramento delle tecniche di vinificazione, e la produzione migliorò notevolmente durante la dinastia Yuan (1271-1368 d.C.), tanto da essere menzionato anche in alcune opere letterarie, come nei poemi di Wang Han e negli scritti di Liu Yuxi.

Già allora l’occidente inizava a commerciare il proprio vino in Cina, con numerosi locali a Chang’an dove veniva venduto vino europeo.

Che tipo di uva ci fosse in Cina, possiamo saperlo dalla Enciclopedia Agricola di Xu Guangqi, scrittore della dinastia Ming (1368-1644): ‘uva cristallina con aureola biancastra, soffice, larga e lunga dal gusto dolce; uva mammola di colore nero dal sapore agrodolce; uva verde del Sichuan chiamata anche Occhi di lepre e dal gusto dolce; uva piccola importata dall’occidente; uva dello Yunnan con acini grandi e sapore straordinario

E’ nell’era moderna però che il vino in Cina diventa importante per l’economia, soprattutto alla fine del XIX secolo grazie a Zhang Bishi che costruì una importante cantina a Yantai, la Cantina Zhangy,  importò varietà di uva dall’occidente e ne copiò le tecniche e gli strumenti.

Da allora le grandi cantine non hanno fatto che aumentare di numero, arrivando ad essere oltre 500 all’inizio del millennio, con una superficie vitata di circa 350000 ettari.

Altra accelerazione alla produzione, ed allo studio, del vino, fu dato dopo la nascita della Repubblica Popolare nel 1949, iniziando con la restaurazione delle cantine migliori e la costruzione di nuove, ampliando anche le zone vinicole attorno al fiume Giallo ed importando uve dalla Bulgaria e dall’Ungheria.

La moderna Cina del Vino

Le cantine che dominano il mercato del vino in Cina sono la Dynasty Winery Corporation, una joint venture sino-francese, la Changyu Pioneer Wine Co, la più vecchia cantina cinese moderna, che sta costruendo una Città del Vino nella provincia di Shandong, la China Great Wall Wine Co, di proprietà quasi interamente statale, che possiede 75 ettari di vigneto per la maggior parte nella provincia dello Shandong, e la Tonghua Grape Wine Company che fu l’unica azienda vinicola ammessa a fornire il vino ai banchetti ufficiali della prima sessione della Conferenza Consultiva del Popolo il 30 settembre 1949, quando Mao prese il potere, e l’unica a partecipare alla cerimonia di costituzione del Partito Comunista Cinese il 1 ottobre 1949.

L’ultima in ordine di nascita è la Suntime Winery, fondata nel 1998 e probabilmente la più fornita di capitali, con un patrimonio di circa 100000 ettari di terreni nella provincia dello Xinjiang Uyghur.

Oggi le zone a maggior propensione vinicola sono lo Xinjiang, il Gansu, l’altopiano del Loess e nelle regioni del fiume Huai, e gli alcolici a base di cereali sono stati quasi completamente soppiantati da quelli a base di fermentati di frutta.

Nota: le informazioni di questo articolo sono state reperite principalmente da WineChina.com  e su Tigullio Vino dall’articolo Vino e Cina di Riccardo Modesti.

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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