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5 dicembre, 2011

Prosecco di Valdobbiadene 2005 Lunatico di Cà Rizzi

Prosecco di Valdobbiadene Cà Rizzi 2005

Grazie al mio amico Stefano Borghi del Cowo360 di Roma ho potuto assaggiare un Prosecco di Valdobbiadene che non conoscevo.

Già, ma forse tutti sapete cosa sia il prosecco e pochi invece conoscete il Cowo360, quindi l’azienda Cà Rizzi mi perdonerà se utilizzerò qualche riga per spiegare cosa sia il Coworking.

L’idea nasce dalla constatazione che sono sempre più i professionisti ed i free lancer che hanno necessità di un ufficio in più sedi di lavoro.

Se ad esempio siete un architetto che lavora a casa propria, ma ha bisogno di una scrivania una volta a settimana a Roma, o a Milano, o a Berlino, o a Tokio, vi viene in aiuto il Coworking. Si può affittare il proprio posto di lavoro (inteso come scrivania, punto luce, accesso ad internet) per un solo giorno, o tutti i giovedì, o per un’intera settimana. Si viene, si lavora insieme ai propri collaboratori o si incontra il cliente, o si fanno i rilievi del caso per il progetto, si scrive la relazione e poi si riprende l’aereo o il treno e si torna a casa.

Oltre alla comodità di non dover pagare l’affitto di un ufficio per un anno quando poi lo si utilizzerebbe magari solo per un mese, si ha la possibilità di incontrare altri coworkers, che sono lì a fare lavori del tutto diversi: c’è il fotografo che deve mettere a posto le proprie produzioni, il giornalista che deve scrivere il pezzo dopo le interviste, il consulente informatico che sta mettendo a punto la nuova campagna di comunicazione per il proprio cliente.

In questo modo possono venir fuori anche idee nuove, dal semplice scambio di esperienze tra persone che, in genere, non avrebbero avuto alcuna occasione di incontrarsi prima.

Vi rimando sicuramente al sito del Cowo360, dove potrete prendere altre interessanti informazioni.

Dopo un barcamp in cui si discuteva di reti nel senso più generale del termine (un neurologo, un ingegnere, tre ragazzi con la loro nuova società di collaborazione, ed anche il vostro sommelier preferito, io), Stefano ha voluto regalarmi queste bottiglie, e la prima l’ho aperta ieri sera.

La bottiglia riporta l’etichetta Cà Rizzi, Prosecco di Valdobbiadene DOC, di Refrontolo, ed è un’etichetta che ormai non troverete più sulle nuove bottiglie., che ora riportano il nome Lunatico.

Nella retroetichetta è riportato a mano l’anno della vendemmia, scritto sopra l’annata di stampa dell’etichetta. Le bottiglie prodotte, almeno nell’anno in cui fu prodotta quell’etichetta, erano 5300 e probabilmente furono stampate più etichette di quante poi ne furono utilizzate; Stefano mi conferma infatti che per risparmiare non vollero buttar via le etichette, così decisero di correggere manualmente l’anno di produzione.

Il vino adesso si chiama Lunatico, ed è prodotto sempre dall’azienda di Francesca Rizzi e dal marito, seguendo il regime biologico come è riportato sul loro sito.

Così, l’unica cosa che posso fare io è raccontarvi questo bel Prosecco di Valdobbiadene; era molto tempo che non riuscivo a bere un buon bicchiere di questo vino, probabilmente sovrapprodotto per far fronte alle richieste crescenti grazie alla moda di ‘offrire un prosecchino’ (puah!) praticamente in ogni bar con le loro tristissime happy hours.

La tappatura è ben fatta, il sughero di buona qualità, e nonostante i 6 anni ormai trascorsi il vino non ha perduto nulla del suo profumo né della sua frizzantezza.

Un bel giallo paglierino compatto e luminoso nel bicchiere grazie alle sue bollicine; il profumo è molto accattivante, caratteriale, mela verde acerba, crosta di pane, salvia, fieno: era molto che non sentivo questi profumi in un prosecco, anche di nome più blasonato.

Al gusto l’acidità e la carbonica lo rendono piacevolmente fresco, gli stessi profumi fruttati e vegetali riscontrati al naso si presentano al palato, e la buona gradazione alcolica di 11.5° aiuta lo sviluppo dei profumi e delle sensazioni tattili.

Io l’ho assaggiato accompagnando della semplice pizza bianca fatta in casa, mortadella con pistacchi e ricotta di pecora con marmellata di zucca lardaiola; con i formaggi più stagionati rischia di accentuare la sapidità, ma con un caprino fresco non sfigura.

Così, devo ringraziare Stefano che me lo ha fatto conoscere, e fare i miei complimenti a Francesca Rizzi e Rodolfo Tonello che producono questo vino.

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