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29 ottobre, 2012

La Borgogna comune per comune: Puligny-Montrachet – Le degustazioni di Enoteca Divinis

Puligny-Montrachet 2005

Marc Morey ~ Chassagne-Montrachet, Puligny-Montrachet A.O.C. ~ Chardonnay 

Il Domaine Marc Morey è prima di tutto la storia di una famiglia: questa azienda esiste dal 1919, data nella quale Fernand Morey decide d’installare la propria attività nei locali di proprietà della madre, un’antica locanda per diligenze. Viene affiancato dal figlio Marc nel 1944, il quale viene a sua volta aiutato da sua figlia Marie-Josèphe e suo genero Bernard Mollard. Oggi, con l’aiuto della loro figlia Sabine, dirigono il domaine che si estende su nove ettari totali, di cui quasi uno di Aligoté, sette ettari circa di Chardonnay e un ettaro di Pinot Noir. Rigore e rispetto del terroir sono le parole chiave dell’azienda.  Da alcuni anni è stato intrapreso il percorso della lotta integrata e i trattamenti sono effettuati unicamente quando ritenuti assolutamente necessari. Le vinificazioni sono morbide e adattate all’annata; la maturazione sulle fecce nobili dura circa dieci mesi per i vini bianchi e quindici per i rossi con una percentuale di utilizzo di botti nuove che varia dal 25 al 30 % per permettere una migliore espressione del terroir. Venendo ai vini degustati: il Puligny di Marc Morey è immediato, diretto, coinvolgente. Inizia su un tono agrumato molto intenso, rivela immediatamente una lunghezza straordinaria sorretta da una componente minerale veramente intensa ed equilibrata. Con l’areazione si completa e si fonde, acquisendo più fascino. Un vino piacevolissimo, in cui lo stile delicato del produttore si impone in modo netto e affascinante.

Puligny-Montrachet 2009

Philippe Pacalet ~ Beaune, Puligny-Montrachet A.O.C. ~ Chardonnay

Philippe Pacalet è il discendente di una famiglia di vignaioli dal 1780. È uno dei personaggi d’avanguardia del lavoro naturale in Borgogna: i suoi nove ettari di vigna sono condotti in biologico, le attività vengono visionate personalmente e la vendemmia è manuale. La fermentazione avviene con lieviti indigeni e in totale assenza di anidride solforosa. La maturazione dei vini si compie in botti di rovere per un periodo piuttosto lungo, che può arrivare fino a 18 mesi. La parcella di Puligny-Montrachet, Les Noyers Brets, ha una superficie di meno di mezzo ettaro, esposizione a est, un sottosuolo in prevalenza argilloso, un’età di circa quarantacinque anni e una densità d’impianto di 10000 ceppi per ettaro. Le aspettative intorno ai prodotti di Pacalet sono alte, ma i risultati non sembrano essere altrettanto confortanti: la struttura del vino è indubbiamente importante, ma l’impostazione del produttore verso un approccio “naturale” sembra semplificarne in modo eccessivo l’articolazione. Dopo una lunga areazione si amalgama e viene fuori una maggiore struttura, ma gli esiti non differiscono il giudizio complessivo.

Puligny-Montrachet 2008

Etienne Sauzet ~ Puligny-Montrachet, Puligny-Montrachet A.O.C. ~ Chardonnay

L’azienda prende il nome dal fondatore, il quale all’inizio del ‘900 ereditò un piccolo terreno vitato e portò la propria attività nel 1950 a una estensione di circa dodici ettari. Alla sua morte nel 1975, la figlia Jeannine e il marito Gérard Boudot hanno proseguito il lavoro. Nel 1991 a causa di una divisione ereditaria all’interno della famiglia la superficie delle vigne di proprietà si è ridotta a poco più di otto ettari. Dal 2000 è entrata nell’attività anche la figlia di Jeannine, Emilie, con il marito Benoît Riffault. Il lavoro della vigna è molto attento, si prediligono interventi ragionati e la tendenza è verso il biologico. Le uve vengono raccolte a mano e, dopo una pressatura lenta e una stabilizzazione del mosto che può durare fino a 48 ore, fermentate per un periodo che può variare fino a sei settimane in barriques. La maturazione in botti dura circa un anno e vengono eseguiti dei batonages a seconda delle esigenze. I vini vengono imbottigliati dopo una filtrazione leggera. Il Puligny di Sauzet sembra un po’ banale, senza slancio, senza progressione finale. Appesantito probabilmente da un lavoro di cantina eccessivo e interventista. Deludente.

Puligny-Montrachet 1er cru Folatières 2008

Pierre-Yves Colin-Morey ~ Chassagne-Montrachet, Puligny-Montrachet 1er cru A.O.C. ~ Chardonnay

Proprietà viticola di sei ettari situata sul comune di Chassagne-Montrachet con vigne anche nelle denominazioni Saint Aubin e Santenay. Pierre-Yves Colin, membro del domaine familiare Marc Colin a Saint Aubin, nel 2001 decide di creare una piccola struttura indipendente d’acquisto di uve con la moglie Caroline Morey. Nel 2005 Pierre-Yves decide di allargare la sua indipendenza e acquisisce una parte delle vigne del vigneto di famiglia e così nasce il Domaine Pierre-Yves Colin-Morey, che attualmente comprende sei ettari. La prima annata è il 2006. La filosofia aziendale è orientata al rispetto del suolo e del terroir: lavoro manuale dei terreni, nessun diserbante chimico e lotta integrata per quanto riguarda la protezione del vigneto dalle malattie. I vini sono maturati in botti da 350 litri, per un periodo che oscilla tra i 12 e i 18 mesi senza interventi.

Il premier cru di Colin-Morey è fantastico! Teso, fresco, minerale: impressionante! Ha un attacco leggermente citrico, si impone immediatamente con una grinta trascinante. Con il tempo nel bicchiere si fonde, ma non perde il tono teso e coinvolgente. Ammaliante!

Puligny-Montrachet 2008

Domaine Leflaive ~ Puligny-Montrachet, Puligny-Montrachet A.O.C. ~ Chardonnay

Ho incontrato una sola volta Anne Claude Leflaive, attuale proprietaria dell’azienda, ma ho percepito la sensazione di essere di fronte a una persona che vive con un piede per terra e uno sulla luna. Discendente di una delle più prestigiose famiglie di vigneron di Borgogna, particolarmente attenta alla proiezione cosmica di ogni attività umana, comprende chiaramente l’influenza delle forze planetarie nell’agricoltura. Dal momento in cui ha preso la guida del domaine ha saputo imporre una nuova direzione nella coltivazione della vigna, grazie anche al sostegno di un altro personaggio di rilievo della Borgogna enologica, Pierre Morey, regisseur del domaine, portandola verso l’adozione progressiva della biodinamica. Il risultato è stato immediato e oggi i vini del Domaine Leflaive si possono considerare tra i più puri di Borgogna, al di là di ogni considerazione stilistica. Il suo vino appare sin dall’inizio coeso e completo. Considerando che si tratta di un village, mentre il Leflaive era un premier cru, siamo veramente in un’altra dimensione. Un vino completo, appagante, emozionante. Usare superlativi per descrivere un vino può risultare eccessivo, ma tant’è… questi due vini li meritano senza riserve! 

Chevalier-Montrachet Grand Cru Les Demoiselles 2005

Louis Latour ~ Beaune, Chevalier Montrachet Grand Cru AOC ~ Chardonnay 

La famiglia Latour fondò la “maison de negoce” nel 1797, nella città di Beaune nelle cantine che, ancora oggi, accolgono la sua attività. Proprietari anche di un patrimonio di vigne che si aggira intorno ai 50 ha, l’azienda ha interessi anche in altre parti di Francia e un occhio ai mercati internazionali. I vini, soprattutto quelli provenienti dai vigneti di proprietà, sono di ottima qualità. È il caso dello Chevalier-Montrachet Grand Cru, proveniente dalla parcella Les Demoiselles, situata nella parte alta della vigna (circa 300 m. slm). Questa parcella di circa mezzo ettaro è stata acquistata dalla famiglia Latour nel 1913. Il nome è un omaggio a Adèle e Julie Voillot, figlie di un generale di Beaune, proprietarie della vigna all’inizio del diciannovesimo secolo, morte senza eredi. Maturato in botti nuove per circa dieci mesi, ha un notevole potenziale di invecchiamento. Lo Chevalier, tuttavia, è una piccola delusione. Il vino mostra una evidente ossidazione che lo penalizza ampiamente. Per il resto la struttura è quella giusta, ma pensare che dopo soli sette anni un grand cru sia già in queste condizioni è veramente avvilente. Forse si tratta di uno di quei casi, purtroppo frequenti in Borgogna negli ultimi anni, di ossidazioni precoci a causa delle lavorazioni invadenti in fase di maturazione. Peccato!

 

Ci è sembrato appropriato mettere in evidenza anche i “difetti” di questi vini, ma ciò nonostante rimane l’impressione generale dichiarata all’inizio: i Puligny sono dei vini affascinanti e irresistibili. La vera nota dolente, in realtà, è la difficoltà di reperirne anche solo qualche bottiglia.

Si, voglio ricevere le note di degustazione
di Benvenuto Brunello 2012
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