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26 ottobre, 2012

La Borgogna comune per comune: Puligny-Montrachet all’Enoteca Divinis

Un nuovo articolo di Maurizio Landi, suddiviso in due parti, sulle degustazioni dell’Enoteca Divinis di Bologna, a cura di Alice Colantonio.

Parlare di questo comune significa evocare alcuni tra i più grandi e ricercati vini bianchi al mondo. 

La caratteristica saliente del sottosuolo di queste vigne è un affioramento di calcare che sembra conferire un supplemento di eleganza ai vini. La presenza di terreni marnosi, notoriamente più adatti allo Chardonnay, è marginale, mentre è abbastanza presente l’argilla, soprattutto nella parte bassa del pendio, che è la colonna portante di vigne come il Bâtard-Montrachet.

I terreni possiedono comunque un buon drenaggio e grazie anche a una generale “leggerezza” il ristagno di acqua non costituisce un problema. Il promontorio del Mont-Rachet è una protuberanza di un lungo crinale che attraversa tutto il sud della Borgogna viticola e crea in questa zona una pendenza ideale per l’esposizione e il flusso delle acque.

La protezione che offre la collina tende a creare una situazione climatica molto particolare nelle vigne ai suoi piedi: le gemme spuntano più precocemente, le gelate primaverili sono rarissime, un recupero termico sul finire della notte permette di sfruttare a pieno la luce del mattino per queste vigne esposte prevalentemente a Est.

Tutte condizioni che contribuiscono a fare dei vini di questo comune una vera opera unica. Ovviamente, i terreni sono diversi, le vigne hanno caratteristiche peculiari e l’opera dell’uomo ha la sua importanza, ma raramente un vino di questo comune non rientra tra gli indimenticabili. Il vitigno di riferimento è, chiaramente, lo Chardonnay.

Se questo è ovvio per i grand cru del Montrachet, lo è meno per gli altri terreni del comune. In effetti sembra che in passato il Pinot Noir fosse più presente, come, ad esempio, è ancora nel limitrofo Chassagne. Probabilmente, anche per assecondare il successo dei bianchi della zona, molte vigne sono state convertite al nobile bianco.

Ma è indiscutibile che anche in questo comune lo Chardonnay abbia trovato un livello di adattamento e di simbiosi magistrale.

Nel prossimo articolo saranno pubblicate le note di degustazione della serata di martedì 9 ottobre in enoteca.

Si, voglio ricevere le note di degustazione
di Benvenuto Brunello 2012
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