Continuano gli appunti di degustazione presi a Brunello di Montalcino #Sangiovese Purosangue

Il Marroneto

Di Marroneto ho assaggiato il Brunello 2007 Madonna delle Grazie, con una bella foglia d’alloro a dare il benvenuto, salvia, ciliegia, vaniglia, un bouquet molto ampio e ben ordinato. In bocca è riempitivo, di freschezza che mette allegria e tannini discreti che rimandano alla pulizia dell’olfattiva, riprendendo in parte sia la balsamicità che la frutta.

Lisini

Lisini è stato l’unico, se non sbaglio, a portare anche il Rosso di Montalcino 2010, ed ha fatto bene.

Il loro Rosso è una bella parentesi di relax tra i Brunello; i frutti rossi sono pieni e maturi, il ribes e la ciliegia, la mora e la susina, seguiti poi da profumi più amaricanti e balsamici. Bella anche la sua freschezza ed i tannini.

Si riparte con il loro #Brunello di Montalcino 2007, bisognoso di tempo nel bicchiere per far uscire il suo carico di profumi di geranio e mora, di rosmarino e prugna, di terra rossa e corteccia. In bocca presenta la stessa lentezza, acidità e tannini quasi nascosti, timidi, composti.

Il Brunello 2006 è marino, salmastro e sapido, di macchia mediterranea, di cuoio e di animale. E’ un peccato assaggiarlo in questo modo, andrebbe gustato con molta calma, soffermandosi su ogni aroma, su ogni vampata odorosa. Ed in bocca non delude le aspettative del naso, la freschezza è dovuta più alla sapidità che all’acidità, tannini duri che devono evolvereda, morbidezza ad avvolgere. Ha necessità di tempo, di molto tempo, ha necessità di calma, di tranquillità per essere assaporato.

Sul banco di Lisini è presente anche il Brunello di Montalcino 2006 Selezione Ugolaia, che rispecchia il carattere marino ed erbaceo, più pronto del precedente e già con aromi terziari netti e profondi; bocca di notevole morbidezza, ma qui i tannini sembrano già indirizzati verso la loro naturale compostezza, tenuti sotto controllo dalla dritta acidità.

Tenuta di Sesta

Di Tenuta di Sesta sono riuscito a degustare, chissà perché, solo le due Riserve, la 2006 e la 2004.

Il Brunello di #Montalcino 2006 Riserva ha aromi ampi di ciliegia rossa, fiori essiccati, erbaceo, speziato, quasi medicinale; in bocca diventa più austero, senonché la sua morbidezza lo ingentilisce, lasciandoci assaporare un tannino già ben ordinato che l’acidità fatica a contenere.

Il Brunello 2004 Riserva va atteso, tanto. Si concede poco alla volta, senza altezzosità ma con riservatezza, svelando infine un carattere vegetale ed aromatico, lievemente balsamico; gli aromi terziari di liquirizia e pellame arrivano ancora a fatica, ma non possiamo indugiare più di tanto perché la fila dietro di me incombe. Al palato colpisce la sua rotondità, la sua morbidezza, l’acidità che procede dritta sulla lingua in contemporanea con i tannini importanti ed eleganti. Una chiusura lunga e balsamica che lascia il ricordo della radice di liquirizia.

Fattoria dei Barbi

Anche qui, un solo assaggio nel mio taccuino, il Brunello di Montalcino Vigna del Fiore 2007.

L’olfattiva è ampia, declinata sul floreale principalmente, di geranio e di viola, giacinto, rosa rossa. Le componenti più vegetali sono compito di salvia e di lavanda, mentre la frutta è sicuramente ribes e mora. Le note profonde sono tutte di amarena e prugna, una passeggiata in una macchia boscosa racchiude il finale olfattivo.

Deve compiere ancora dei passi, ma è solo questione di tempo: la sua freschezza è indiscutibile, non eccessiva ma evidente, il carattere di morbidezza dà riposo al cavo orale dando un netto rimando ai profumi sentiti poco prima. E se volessimo proprio trovare qualcosa da dire, la durezza dei tannini è ancora lievemente disequilibrata, come se ancora fossero insicuri se rimanere forti o lasciare più spazio alla dolcezza.

Scarica gratis le note da Benvenuto Brunello 2012
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