Assaggi di Brunello di Montalcino a Sangiovese Purosangue – Parte 3

Ultima parte degli appunti di degustazione a Sangiovese Purosangue

Salvioni

Sul banco troviamo le tre annate di riferimento dei banchi d’assaggio, il Brunello 2007, il 2006, il 2005.

Salvioni è Giulio Salvioni, carattere indomito, conferenziere, avvolgente di simpatia ed aneddoti che, nel seminario di chiusura con gli assaggi delle varie annate di Brunello, ruberà volentieri la scena a Davide Bonucci, che altrettanto volentieri se la fa prendere.

Così, non si può dividere il Vino dall’Uomo, inteso sia come degustatore che come produttore. Se il vino è Vino, allora il vignaiolo è nel bicchiere.

Il suo 2007 è tra quelli che mi hanno più impressionato, per capacità di amalgamare le note di arancia e di prugna con quelle di garofano e di pepe rosso, finendo poi con l’austerità import

ante del caffè tostato e del cacao, non a coprire ma ad accompagnare il finale che ricorda il rosmarino. In bocca è pieno ed avvolgente, sapido e fresco a sottolineare il carattere scoperto nell’olfattiva, dai tannini equilibrati e forse troppo seriosi.

Posso dire qualcosa sul 2006, il tratto di freschezza distintiva del Brunello di Salvioni è sempre presente, ma con note più profonde al naso, agrumato e vegetale, balsamico, fruttato. Acidità che è necessaria per donare leggerezza ed allegria a questo vino, pur votato ad austerità tannica, e pulizia del gusto.

Eppure, eppure, il Brunello di Montalcino 2005 ha un carattere che mi piace forse di più dei precedenti. Annata minore di cosa? Certo, non ha la potenza del 2006, nemmeno la complessità del 2007, ma si presenta leggero al naso, pur ampio, per poi diventare sempre più intenso e netto. Balsamico, con note di mentolo e talco, infuso di frutta rossa, minerale di liquirizia e di radice. Ha la morbidezza ed il calore di una serata al focolare, la freschezza caratteristica che segna il cammino per i tannini di spessore e di energia.

Le Chiuse

E’ presente tutta l’ultima produzione.

Il Brunello di Montalcino 2007 si mostra con la freschezza tipica di quest’annata, sia nei profumi di ciliegia e di violetta, che in quelli delicati di erba tagliata e di gheriglio di noce. La bocca è immediatamente ravvivata dall’acidità, potenziata dall’alcol, resa più seria dai tannini limpidi.

Il Brunello 2006 ha gli stessi riconoscimenti olfattivi del 2006, più netti però e decisi, e qui la differenza si nota alla bocca soprattutto nei tannini che procedono con una potenza maggiore, sempre ordinati e ravvivati dall’acidità che, a ragione, non accenna a farsi da parte.

Il 2005 amplifica forse ancor di più la posizione a nord de Le Chiuse, fornendo struttura e freschezza sia olfattiva che gustativa, erbaceo, quasi vegetale, rosa rossa e verbena, frutta in fermentazione. L’acidità è il tratto distintivo della freschezza gustativa, mentre l’alcool dona quel giusto grado di morbidezza necessario ad equilibrare tannini potenti e con ancora qualche traccia verde. Anche qui, cosa vuol dire annata minore?

Infine, il 2004. Qui ritroviamo un Brunello da manuale, con profumi intensi, ampi, di prugna matura ed amarena, melograno, uva, pepe nero, cuoio, caffè. Un bouquet di gran classe, per questo 2004. La sensazione di dolcezza iniziale è il preludio alla forza dei suoi tannini che seguono la linea descritta dall’acidità,  e la nota sapida è necessaria per non rendere questo vino troppo austero. Il finale è decisamente amaricante, da nespola e rabarbaro, e di interessante lunghezza.

Scarica gratis le note da Benvenuto Brunello 2012
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