Lawrence Alma-Tadema, Catullo e Lesbia

Tre mesi di decantazione.

Le opinioni formatesi durante la prémiére possono esser rivisitate criticamente, alla luce di successivi assaggi personali e dei giudizi in itinere di altri degustatori. In vari casi ho riscontrato differenze anche sensibili; il fenomeno è comunque troppo circoscritto, il mio campione poco significativo per derivarne conclusioni sensate. Le diverse letture reperite convergono però su alcuni elementi essenziali.

Ricomponendo le impressioni raccolte sul luogo e quelle intercettate in questo lasso di tempo, si può riscontrare una diffusa comunanza di vedute sulla modalità espressiva della 2007: cifra di calore e maturità, che può riscuotere il favore di chi ricerca godibilità e leggibilità più immediate. In una riflessione sul loro blog, Fabio Rizzari ed  Ernesto Gentili  (L’Espresso) parlano apertamente di annata pronta e vini caldi, “percettivamente molto alcolici e a maglie larghe”. I commenti a margine delle degustazioni per la loro guida rappresentano un riscontro di grande interesse, sicuramente il più ampio per campione di riferimento.

Una sorta di prima quarterly review dopo l’anteprima: ”Molto significativa, in questo senso, la riprova delle bottiglie a distanza di un giorno. Non pochi Brunello vivi, armoniosi, equilibrati appena aperti, si rivelano opachi, scomposti, slabbrati dopo ventiquattro ore di contatto con l’aria. La lotta – in certi casi accanita – dei produttori per dare freschezza e spina dorsale ai vini con ringiovanimenti assortiti (del tutto legali e spesso anzi utili, ricordiamolo) sortisce esiti alterni. In certi casi il vino regge la prova, in altri si sfilaccia, si scinde nelle componenti di partenza: da un lato la base 2007, statica e di forte spinta alcolica, dall’altro le voci più giovani, fresche e fruttate.”.

La successiva nota di Raffaella Guidi Federzoni qualifica e arricchisce i termini del confronto: ”un’annata molto evoluta, a volte deliziosa e a volte già stanca”, ma pur sempre riscontro ineccepibile degli sforzi di molti produttori “…per capire il Sangiovese e le sue differenti prestazioni a seconda del luogo, del suolo, dell’età della vite […]. Una consapevolezza che mancava”.

Per la cronaca, il Consorzio del Brunello di Montalcino ha assegnato all’annata 2007 la valutazione massima (cinque stelle): un riconoscimento immediato che potrebbe suscitare dubbi in chi considera fattore più probante la prospettiva di evoluzione; fattore che, in un vino considerato a ragione de garde, dovrebbe svolgere un ruolo preminente. Aggiungo un riscontro personale: all’ultimo Benvenuto Brunello i commenti più inequivocabilmente entusiastici sulla 2007, o quelli circa la sua superiorità rispetto alla precedente, erano per lo più formulati nell’inglese d’Oltreoceano o in quello colorito dei neòteroi del sangiovese grosso.

Scarica gratis le note da Benvenuto Brunello 2012
We respect your privacy.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.