Quattro pugliesi da Organic%l

org1resI vini pugliesi non sono, normalmente, tra quelli che scelgo per primi. Non c’è un motivo vero e proprio, a dire il vero, solo, quando sono davanti allo scaffale di una enoteca, non mi soffermo più di tanto a guardare o, non conoscendo, a chiedere.

Per questo motivo ho deciso di andare all’aperitivo del venerdì da Organic%l, dove erano in degustazione quattro vini pugliesi, un bianco e tre rossi, dell’Azienda Agricola Morella di Manduria.

Sono state un paio d’ore ben spese, oltre che per la compagnia, direi anche per i vini: Alessio, Francesco e Tommaso, hanno fatto una buona scelta; i vini sono risultati di buona bevibilità e ben fatti, precisi nei profumi e nei sapori.

Non stiamo parlando di eccezionalità, ma di un lavoro ben fatto da parte di Morella, con viti coltivate ad alberello su un terreno di calcare ed argilla rossa.

La nota minerale è il tratto dominante di tutti e quattro, molto accentuata nel bianco e meno nell’ultimo rosso, e vi è una certa impronta di profumi bordolesi che, nonostante i vitigni siano completamente diversi, è la firma dell’enologa dell’azienda, e proprietaria, l’italo-australiana Lisa Gilbee

Quattro bottiglie che vengono identificate anche dal colore dell’etichetta: quelle con l’etichetta bianca sono vini da monouvaggio, mentre quelle con l’etichetta colorata sono gli assemblaggi. 

Qui le note della serata.

Mezzogiorno IGT Salento Bianco 2011 (Fiano)

Colore splendente, profumi di sale e rovo mediterraneo, di acqua marina e frutta gialla: unorg2res vino estivo senza alcun dubbio. 

In bocca appare più salino che minerale, con una buona acidità che fa venir voglia di ricci di mare.

Tappo a vite per questa bottiglia, che va ovviamente bevuta ora per non rischiare di perdere la sua freschezza e piacevolezza. 

Questa immediatezza è ottenuta da barbatelle di Fiano provenienti da vecchie vigne campane e piantate nel 2005 su terreno calcareo ed argilloso, dove numerose sono le vene di quarzo. Fermentazione in legno ed acciacio.

Primitivo Malbek IGT Salento Rosso 2008

Assemblaggio di Primitivo (85%) e Malbek (15%) per questo vino proveniente da viti di 40 anni.

Gli aromi sono di piccoli frutti rossi maturi e delicate note erbacee, intenso ma non molto ampio; al palato si viene avvolti nella morbidezza alcolica che porta con se la parte vegetale prima di tutto, una certa sapidità a ricordarci le origini marine e la freschezza lasciano la bocca ben pulita.

Pare ancora giovane, per un 2008, con un finale decisamente ancora corto.

Primitivo Negramaro IGT Salento Rosso 2008

Qui i due vitigni concorrono metà per cascuno a comporre questo vino, vigne di 50 anni e fermentazione in piccoli tini, follature frequenti e manuali, temperatura controllata, 12 mesi di barrique di Allier e poi 8 mesi in bottiglia.

I frutti rossi sono più maturi, lievi sentori di spezie e un terziario di cacao appena accentuato; con il trascorrere del tempo nel bicchiere i profumi rimangono costanti, il vino è già aperto al naso e non ha desiderio di ulteriore evoluzione.

In bocca è ancora la morbidezza a dare il benvenuto, e la sapidità è sempre il motivo caratterizzante, tannini quasi inesistenti e vino orientato alla freschezza, con grande bevibilità, da adattarsi ai piatti freschi dell’estate specie se presente il basilico che viene ripreso sia dall’olfattiva che dalla gustativa.

Old Vines IGT Salento Rosso 2008 (Primitivo)

org3resIl secondo delle due ‘Etichette Bianche’, che indicano i prodotti di punta dell’azienda e di monotivigno; come suggerisce il nome di questo vino, le vigne sono di 75 anni, il fiore all’occhiello dei possedimenti dell’azienda.

Questo vino è quello che più si assomiglia ad un bordolese, pur non condividendo nulla con quella tipologia; i profumi sono nettamente di confettura di frutta rossa, si lasciano riconoscere prugne e mirtilli, pesche intinte nel vino; foglia di tabacco e sottobosco completano il bouquet.

Al palato ancora morbidezza piena, spezzata fortunatamente dalla solita sapidità caratteristica e dalla freschezza che lo riportano verso un gusto più equilibrato; rimane alla deglutizione il sapore di frutta dolce, mentre ci si sarebbe aspettati un finale più austero. Come i precedenti ha dalla sua una bevibilità piacevole, che evita di andare a cercare troppi riconoscimenti olfattivi per gustarsi semplicemente il vino che si sta bevendo.

Wine Roland

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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