Roma-Scanzano-Fornovo (e ritorno): Vini di Vignaioli – II parte

Emanuele mentre lavora

Venendo ai lieti ritorni, per questioni di spazio raffreno il sense of wonder, rimpiango i molti assaggi mancati e mi limito a qualche veloce citazione per quelli riusciti.

Innanzitutto il Barolo ’98 Rupestris di Cappellano, che è Cappellano in quintessenza.
Armonia di elemento umano e regola naturale, incedere solenne e composto, un florilegio ricchissimo di aromi, ctoni e aerei, tutti in corrispondenza simmetrica.
A seguire, le quattro versioni di Aglianico di Cantina Giardino: il base Le Fole, il più potente Drogone, una selezione fuori produzione – Nude – e il vertice espressivo e qualitativo: Clown Oenologue. Come per tutti gli altri vini di Antonio di Gruttola, le viti sono molto vecchie (75-90 anni); i grappoli interi macerano per sei mesi in orci, dopodiché vengono pressati manualmente e il vino posto ad affinare per tre anni in damigiane. Già buoni i primi tre, tutti, nella loro diversità, espressioni filologiche dell’aglianico in Irpinia. Il quarto è un crescendo, non tanto in potenza, quanto in eleganza, ricercatezza e articolazione dei profumi. Semplicemente un Aglianico senza pari.

Proseguo con l’isontino Fulvio Bressan, uomo dal vizio congenito e irrefrenabile della sincerità e senza prosopopea. Batteria ricca e felicissima, cominciando dai bianchi Carat, Pinot Grigio e Verduzzo – Fulvio è uno dei pochi a produrlo secco, il vino ha un bouquet largo e intenso, con richiami floreali e fruttati molteplici e nitidi, spicca per sapidità, tannini morbidi e chiusura veramente circolare, parimenti vibrante per freschezza e pseudo-calore; si passa ai rossi con Schioppettino, Pinot Nero e il Pignol 2000, lento ed ermetico, articolato e potente in evoluzione, esemplare nella composizione del legno.

La Sardegna è poco rappresentata, ma Giovanni Montisci ha regalato ai visitatori la perla duplice – annata e Riserva – del Barrosu, Cannonau imponente e caldo, mai onusto o bruciante: al contrario è succoso, vivissimo nel frutto, teso per tutto il sorso, animato dall’acidità di fondo, continuo nello sviluppo e punteggiato di tannini naturalmente dolci.
L’altra isola annoverava presenze nobili, tra le altre Barraco (Grillo e Zibibbo ancora sugli scudi, la cifra ossidativa sempre impeccabilmente pulita), Guccione (buoni, sapidi come sempre il Trebbiano Veruzza e il Catarratto Girgis) e Occhipinti (Siccagno, il Nero d’Avola che va imbrigliando l’impeto dei primi anni per guadagnare una finezza non artefatta, buono e partecipe).

Ovviamente ampia la compagine toscana e molti i riassaggi di grande soddisfazione, culminati nel Cortona Syrah di Amerighi, nel Chianti Rufina della Fattoria Cerreto Libri, nell’annata 2008 del Chianti Classico “Le Trame” di Giovanna Morganti e nel confronto dialettico tra due interpretazioni di Brunello: Campi di Fonterenza e Il Paradiso di Manfredi. Più energico, materico e nervoso il primo; pacato e risolto unisono il secondo, soprattutto la Riserva 2004. Vivi e coinvolgenti entrambi, come del resto il 2003 de Il Paradiso, forse al suo zenit, che dischiude aromi terziari caldi e soffusi (spezie, concentrato di pomodoro, erbe amare). Il confronto tra le due aziende ilcinesi si ripropone con il Rosso, mentre di Fonterenza continuo ad amare anche il rosato, vino di bontà straniante, inatteso e caratteriale, senza compromessi: sa isolare le note più acute, stridenti del sangiovese di zona.

Appunti sparsi, in chiusura, per altri vignaioli nei quali ho avuto la fortuna di imbattermi: Vasja Čotar con la Malvasia 2004, notoriamente una delle migliori interpretazioni della Malvasia Istriana; Eugenio Rosi con l’intera sua batteria, in particolare l’uvaggio Bianco Anisos, quello rosso Esegesi e l’unico, vero Marzemino mozartiano in circolazione; e ancora gli Champagnes di Francis Boulard, il Valpolicella Classico Superiore di Villa Bellini e il Recioto di Monte dall’Ora.

Scarica gratis le note da Benvenuto Brunello 2012
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  1. Georgie ha detto:

    I honestly knew about almost all of this, but with that in mind, I still assumed it was beneficial. Nice job!

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