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7 novembre, 2012

Sangiovese Purosangue Brunello di Montalcino

Le due giornate di Sangiovese Purosangue Brunello di Montalcino sono terminate, e così possiamo fare il punto della situazione.

Intanto i complimenti a Davide Bonucci e all’Enoclub Siena, per l’organizzazione e la scelta dei produttori, non ultima la location, la terrazza del Boscolo Hotel Exedra di Roma.

Le pareti erano impreziosite dai cartelloni tolti direttamente dal Museo del Brunello, che ripercorrono la storia di questo vino nei nomi dei suoi produttori più famosi e storici, nei dati statistici, nelle interessanti cartine geologiche e morfologiche del comune di Montalcino.

Mentre mi aggiravo nella mattina di domenica a leggere le grafiche informative, osservavo anche il panorama all’esterno.

Non ero mai salito lassù, e vedere Piazza Esedra dall’alto fa un bell’effetto, e la giornata leggermente uggiosa della mattina e poi decisamente piovosa del pomeriggio non hanno fatto altro che amplificare la bellezza familiare di questa piazza.

Davide Bonucci durante i saluti della mattina

A seguire ha parlato Stefano Cinelli Colombini che ha letto il suo intervento, segno probabilmente di una emozione di fondo a parlare a braccio e di parole limate per bene.

E’ interessante la definizione che il proprietario di Fattoria dei Barbi ha dato dello scandalo del Brunello. Lo ha chiamato la ‘Tempesta Perfetta’, una vicenda cioè che ha squassato il cuore stesso di Montalcino, che ha lasciato strascichi tra produttori che si conoscono da oltre mezzo secolo. 

Però, continua Cinelli Colombini, nonostante il calo delle vendite nessuna azienda ha chiuso i battenti, e tutti insieme stanno, questo lo ha ribadito più volte, riconquistando le quote di mercato improvvidamente perdute. 

Ripeto anche io la frase del nonno Giovanni da lui citata, un segno del modo di procedere suo e dei produttori ilcinesi: “Non potremo essere d’accordo sul passato, ma tanto è inutile. E’ importante invece essere d’accordo sul futuro“.

Concentrarsi sulla diminuzione delle spese di produzione, migliorare la specializzazione territoriale di ogni azienda, questo è il segreto e, aggiungo io, non solo per la produzione del vino, ma dovrebbe essere un modo di procedere nei momenti di crisi.

Mentre ascolto, penso proprio ai famosi metodi per ‘uscire dalla crisi’, come se fosse un evento da attendersi grazie a qualcun altro. 

No, il metodo giusto è questo, evidenziare cioè le particolarità di un territorio, che si produca vino o formaggio, tavoli da cucina o vestiti, renderli unici per non poter essere non solo copiati, ma tali che siano prodotti inconfondibili grazie all’appartenenza al territorio, ben fatti per merito delle persone che vi abitano e vi lavorano.

Una Ferrari o un Rolex, continua Cinelli Colombini, può essere prodotta in ogni parte del mondo, e saranno sempre una Ferrari ed un Rolex: il Brunello no, può essere prodotto solo a Montalcino e solo con uve sangiovese. 

Terminati i saluti, si va in sala, e come iniziare meglio a parlare di Brunello se non con un assaggio di Rossese e di Pigato della Tenuta Anfosso?

Si, perché proprio all’ingresso dei banchi dedicati a Montalcino è presente il banco con i vini di questa azienda, un ottimo inizio per prepararsi alle degustazioni.

Così inizio con l’assaggio del Pigato 2010, due anni sui lieviti, fresco e sapido con profumi mediterranei di bosso e mimosa, minerale, con una apprezzabile lunghezza sapida.

Passo poi al Rossese 2011, gradevoli profumi di piccola frutta rossa, si ritrova la freschezza e la sapidità delle terre liguri.

Il terzo è il Rossese 2010, vinificato in parte con i raspi, fornendo un vino con tannini profondi e scorrevoli, una freschezza acida che lo rende estremamente gradevole.

Mi aggiro per la terrazza del Boscolo osservando i cartelli dove sono riprodotte non solo le storie dei grandi produttori di Montalcino, ma anche notizie storiche, statistiche, curiosità. 

Questi tabelloni mostrano la storia di questi luoghi narrata attraverso il suo vino più famoso, stanno ad indicare, caso mai non si fosse capito, che Brunello e Montalcino sono nomi legati dal Sangiovese.

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