Poderi Sanguineto I e II IGT Bianco Toscano 2011

La situazione meteo di questi giorni nella Val d’Orcia e nella Val di Chiana, come in altre parti della Toscana, non è bella per niente. 

Ho dei parenti nella zona di Montepulciano, e fino a ieri non avevano subito grandi disagi, tranne qualche strada interrotta per via di torrenti normalmente in secca che invece sono straripati.  La situazione l’abbiamo potuta vedere nelle immagini televisive, peggio ancora in posti come Orvieto o il grossetano.

E’ di Montepulciano il vino che sto bevendo in questi giorni, ad Acquaviva a pochi passi dalla casa dove abitava il fratello di mia nonna; il vino prodotto da Dora e Patrizia di Poderi Sanguineto I e II è un vino che mi piace, e molto. Ho un paio di bottiglie del loro Nobile di Montepulciano che occhieggiano dalla mia cantina e mi chiamano, mi dicono stappami, prendimi, bevimi.

C’è tempo, ancora. La temperatura calda di questi giorni mi ha indotto a bere più bianchi che rossi, e così ho approfittato per aprire il Bianco Toscano 2011, da malvasia verde e malvasia bianca, biancame, trebbiano e grechetto.  Le bottiglie di bianco non sono facilmente reperibili, bisogna dire, perché la quasi intera produzione prende il largo per approdare in Giappone, dove clienti lungimiranti hanno deciso che quello è il vino che vogliono.

Buon per loro, naturalmente; però alla fine due bottiglie sono riuscito a trovarle: del 2010 ha già ampiamente ed egregiamente scritto Emanuele Giannone, ed ora tocca a me con il 2011.

Intanto, è un vino bello da vedere. Color giallo oro, ha un modo di far trasparire la luce che lo attraversa, tale da esaltare le sfumature tendenti al pastello, un giallo caldo che ti invoglia a berlo.

I profumi sono quelli delicati dei fiori gialli e della pesca bianca, dell’uva e della caramella allimone. Escono dal bicchiere con una certa forza senza essere irruenti, si mescolano e ritornano, si fanno attendere e poi riprendono la loro evidenza, attardandosi sulle note erbacee e lievemente balsamiche.

Al palato fa la presentazione una acidità da gran vino, temperata da una buona morbidezza grazie all’alcol (13.5%); la sua sapidità maschera forse ancora la potenza della struttura, che si intuisce con nettezza lasciandolo fermare qualche attimo nel cavo orale. 

Ha un finale di nespola davvero bello e profumato, che si trasforma nelle note citrine presenti nell’olfattiva.

Scarica gratis le note da Benvenuto Brunello 2012
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