Terroirvino 2013, appunti di degustazione

Veniamo ad alcuni dei vini assaggiati a Terroirvino 2013.

Cascina I Carpini, Pozzol Groppo (AL)Iniziamo da Cascina I Carpini, con Paolo Carlo che rispondeva contemporaneamente a tre persone, versava un bianco, spiegava un rosso, rispondeva al telefono e intanto annusava la grappa. Sarà stata questa che gli dava quest’energia, chissà.

Il Brezza d’Estate 2010, un timorasso che ti stende, dai profumi prima lievi e poi potenti, intensi. Freschezza e sapidità sono in grande equilibrio, ma si sente che il vino sta ancora evolvendo, vivo, andando verso una maturazione lunga. Finale intenso e persistente, vi consiglio di tenerne una bottiglia da bere adesso ed almeno un’altra da assaggiare tra, diciamo cinque anni. Se riuscite a non stapparla, cioè.

Il Bruma d’Autunno 2007, da vigne di barbera del 1926, meriterebbe altro contesto di degustazione, qualche attimo in più per essere apprezzato. Gli ci vuole un po’ prima di aprirsi al naso e fare in modo che gli aromi lievemente ferrosi lascino spazio alla ciliegia, alle spezie come il pepe rosso, ai profumi più scuri e maturi di cacao e tabacco. Alla bocca la morbidezza e levigatezza del vitigno sono equilibrate dalla freschezza, così che il tannino si posi sul palato rivelando tutta la loro rotondità.

Armin Kobler, Magré (BZ)Di tutt’altro genere i vini di Armin Kobler, poche bottiglie di produzione tutte di gran classe. Lo Chardonnay ed il Pinot Grigio di grande bevibilità, ed il Feld, da Gewurtztraminer,  mi ha particolarmente colpito per la sua evoluzione negli anni.

Il Feld 2011 ben fatto ma ancora troppo morbido ed arrotondato, anche se sicuramente le temperature di degustazione, come in ogni evento di questo genere, non sono mai quelle migliori per gli assaggi.

Il Feld 2010 mostrava una diminuzione nella morbidezza, a tutto vantaggio della freschezza e dell’equilibrio; il Feld 2009 mi è piaciuto davvero molto, nessuna sensazione coprente, un amalgama tra morbidezza e freschezza con un equilibrio finalmente raggiunto. 

I due Merlot sono tra quelli che più mi son piaciuti. 

Il Kotzner 2011 è un Merlot vinificato in rosato, in acciaio con maturazione sulle fecce e niente malolattica. Questo gli conferisce la giusta ruvidità tattile e gustativa, che si associa ai riconoscimenti olfattivi di lampone e di fragola; fresco, ha un corpo che ne consente la bevuta a tutto pasto. Tra i migliori rosati assaggiati da parecchio tempo a questa parte, e probabilmente il primo rosato da Merlot che io ricordi di aver bevuto.

Il Klausner Merlot Riserva 2009 fermenta in acciaio e rimane ad evolversi in barrique usate, qui naturalmente la malolattica è svolta. E questa bottiglia mi riconcilia con un vitigno che non è mai stato tanto nelle mie corde, un Merlot complesso che al naso spazia dalla fragola al gheriglio di noce, dalla mora alla nocciola, fiori secchi, sentore leggero di tabacco. Ha corpo, questo vino, c’è l’uva dentro, struttura che si muove leggera sulla lingua accompagnata dalla giusta freschezza che lo rende equilibrato.

Ed i tappi, tutti rigorosamente a vite. Ricordatevelo, quando li aprite: non serve il cavatappi, bastano le manine.

Cantine Barbera, Menfi (AG)Scendiamo giù, parecchio in giù nello stivale, per andare ad assaggiare i vini di Marilena Barbera, solare e sorridente lei, i suoi vini, la Sicilia agrigentina di Menfi.

Il primo è il Dietro le Case 2011, Inzolia in purezza; aromi esuberanti di erbe aromatiche come salvia ed rosmarino, salgono gli agrumi ed il minerale delle pietre e del mare che è proprio a due passi dalla vigna. Al palato la sapidità tipica è a braccetto con l’acidità rinfrescante, lasciando la bocca profumata di mare. 

Poi La Bambina, rosato da Nero d’Avola, un’ampiezza aromatica impressionante di frutta selvatica, melograno, limone grattugiato, fiori bianchi in sottofondo. I profumi salgono intensi, si sviluppano, netti e riconoscibili, facendo già immaginare il sapore che questo vino avrà in bocca. Ed infatti è la freschezza ad essere dominante, sapidità lieve ed intrigante con un finale piacevolmente fruttato.

Infine, il Coste al Vento, il mio preferito, da Grillo tipicamente siculo, un vitigno che a mio parere è stato talmente bistrattato da essere diventato a torto di seconda scelta. 

Ed invece, a saperlo fare come Marilena sa, diventa questo gran vino che ho assaggiato.

I profumi si sviluppano lentamente, ognuno con la propria forza e le proprie caratteristiche, su tutti l’origano e la salvia ma insieme a pesca bianca, albicocca, una nota verde che ricorda un limone non ancora maturo. 

Vino di Sicilia, non può mancare il sapore del mare e del suo sale, al gusto il minerale e la freschezza fanno a gara nel dare godimento alla bocca, lasciando il sale sulle labbra come dopo un tuffo nel mare. 

 

cantinando 2013Voglio concludere citando volentieri l’iniziativa Cantinando dell’Associazione Culturale Sisma, una manifestazione che si svolgerà a Barile, in provincia di Potenza, dal 17 al 19 agosto. Tre giorni di musica, spettacoli, libri, molto spazio agli artisti da strada e naturalmente assaggi di vino, primo fra tutti quell’Aglianico del Vulture che dovrebbe fare da volano per questa regione, dimenticata ed incastrata tra due mari.

Se siete da quelle parti, un salto dovrete farlo senz’altro.

Wine Roland

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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