Tweet con moderazione

hashtag_1Come sono stati utilizzati i vini italiani su Twitter nel 2013?
Ho utilizzato le due suite Twitonomy e Hootsuite nella versione a pagamento.
Iniziamo con i vini più noti, Prosecco e Moscato.
Per il #prosecco l’utilizzo è piuttosto elevato durante tutto l’anno, tra i 120 e i 200 tweet giornalieri; si ha un picco a Ferragosto con 688 tweet, mentre l’avvicinarsi del periodo natalizio fa cinguettare di Prosecco per 300 volte quasi tutti i giorni.
Per il #moscato si è avuto un picco di 581 tweet a capodanno 2013 e di 380 intorno a San Valentino; i primi giorni di maggio poco più di 500 cinguettii e poi una media di citazioni di 160 tweet; un altro aumento, ma meno marcato del 2013, per le recenti feste natalizie, circa 600 fra 31 dicembre e 2 gennaio.
Se la ricerca viene fatta sulle singole parole Prosecco o Moscato, senza il simbolo dell’hashtag #, i numeri sono più alti.
Schermata 2014-01-09 alle 01.45.32Non c’è uno user più assiduo ad usare una o entrambe queste parole: significa che sono molti gli utenti che le usano, spesso non più di quattro, cinque volte durante tutto l’anno.
Andiamo allora a vedere altri vini: #barbera è stato citato nel 2013 in media circa 20 volte al giorno, con due picchi, il 10 maggio con 310 ed il 31 maggio con 478 tweet. L’utente più prolifico è naturalmente @gianlucamorino di Cascina Garitina.
Schermata 2014-01-09 alle 01.40.33Nell’ultima settimana troviamo in buona posizione il #brunello, con 125 citazioni; i primi due user sono @JohnMFodera di Tuscan Wines con 23 e @news_donatella, di Cinelli Colombini, con 11; nel 2013 anche il brunello ha avuto buone performance, con una media superiore ai 30 tweet al giorno e punte tra 80 e 100 tweet in almeno due occasioni, a febbraio ed aprile.
Il #barolo si comporta anch’esso bene, nel mondo Twitter, con una media di 30 tweet per giorno ed una punta di quasi 800 citazioni nei primi giorni del mese di luglio.

La maggior parte dei tweet che riguardano il vino nel mondo, viene dai wine-blogger USA che però non utilizzano molto gli hashtag per indicare il vino di cui stanno parlando nei loro post.
Anche le aziende non sono molto propense ad usare l’uccellino per parlare di vino; questo perché Twitter è uno strumento più interattivo di Facebook, dove invece sono molte le aziende che hanno una pagina aziendale, a volte desolatamente vuota.
I tweet invece si succedono velocemente nella nostra time-line e se non si mette l’avviso per i following che ci interessano, la notizia va perduta velocemente a meno di non rimanere con gli occhi allo smartphone tutto il giorno.

Esiste poi il problema di hashtag usati per scopi diversi; nel post precedente avevo fatto l’esempio di #vino; anche #vgm, che viene usato per i tweet relativi al Vinix Grassroot Market, è utilizzato anche nei tweet relativi a video musicali. Qui l’account che twitta di più è naturalmente @filipporonco.
Twitter viene sicuramente usato molto di più in occasione di fiere ed eventi particolari.
Ad esempio l’hashtag #EWBC della European Wine Blogger Conference, che si è tenuta a fine ottobre in Spagna, ha avuto un picco di quasi 150 tweet nei giorni della conferenza mentre #vinitaly ha superato i 2000 tweet nei tre giorni della manifestazione; #LDNwinefood, relativa alla London wine&food di gennaio 2013 ha ricevuto oltre 200 tweet e #LIWF della London International Wine Fair ha raggiunto quota 630 citazioni.
Anche l’hashtag di #FIVI non si comporta malaccio, con circa 300 tweet nei due giorni dell’evento di Piacenza.

Statistiche se ne possono fare parecchie e se vi interessa qualcosa in particolare inviatemi una email e vedrò di accontentarvi.

Wine Roland

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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