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25 febbraio, 2012

Una decina di Vini Naturali a Roma 2012

Ho potuto assaggiare ed apprezzare un buon numero di ottime etichette, a Vini Naturali a Roma. Così qui stilerò una lista di quelli che mi sono rimasti più impressi, lista non esaustiva certamente, ma in genere parto con l’idea di gustare certi vini che conosco o di cui mi hanno parlato, poi mi faccio guidare dai consigli dei produttori e degli amici incontrati durante il pomeriggio. Le foto che vedete qui sono solo alcune; altre le potete trovare sulla mia board di Pinterest

Poderi Sanguineto, Rosso di Montepulciano 2010. Uno spettacolo di profumi, di gusto, una bevibilità indiscutibile, un vino che metti sul tavolo e smetti di trovare aggettivi per i riconoscimenti e lo bevi, e basta. E’ un vino che disseta, da bere in ogni occasione. Il Nobile2008 è il vino che dovrebbe essere in ogni carta dei vini che si rispetti.

Dora Forsoni e Patrizia Castiglioni

Poderi Veneri Vecchio, Rutilium 2008. Barbera del Sannio e Sangiovese. Un vitigno autoctono, la Barbera del Sannio, che Antonio mi spiega avere un nome con un’origine non chiara, forse inventato per essere più riconoscibile nella vendita, già un centinaio di anni fa. Ciliegie fresche, rosa rossa, minerale e fresco, possiede una durata non male. Una ottima scoperta, ed un ottimo lavoro di Raffaello Annichiarico

Mlecknic, Merlot 2006. Naso che esplode in profumi di pepe nero e rosa recisa, si acquieta verso aromi floreali, riparte con aromi di cacao e spezie. La buona morbidezza avvolge la bocca, una sapidità che raramente si trova in un merlot, acidità di una freschezza ancora tagliente. Un vino che dimostra ancora, dopo 6 anni, la propria giovinezza

Podere Pradarolo, Metodo Classico 2009. Appena arrivo Alberto mi offre subito un calice della sua malvasia spumantizzata, la permanenza di 24 mesi sulle bucce si sente tutta al naso, con i profumi di spezie aromatiche, palato asciugato dal tannino ceduto, rinfrescato dalla buona acidità. Da gustare a tavola con formaggi e salumi, risotto alla zucca.  Vey Rosso 2005, Cabernet Sauvignon. Dritto al naso con pepe rosso e ciliegia, acidità notevole.

Fonterenza, Rosato 2010, che a me è piaciuto più del 2011. Rosa fresca e geranio tra tutti, al gusto possiede un calore alcolico non indifferente e tannini all’altezza della zona, chiude tutto con un ricordo di peperone rosso.

Paolo Bea, Arboreus, Trebbiano Spoletino 2008. Vigneti di 80-100 anni, Intenso, riconoscibile camomilla, orzo, rosmarino. Morbidezza immdiata nel cavo orale, poi sapidità minerale ben evidente, la bocca rimane puita dalla bella acidità.

Čotar, Vitovska 2007. Profumi di pietra sbriciolata, agrumato, mare che urta sulle rocce. Acidità minerale, bocca che viene rinfrescata nonostante gli spigoli della lavorazione sulle bucce. Grande vitovska. Terrano 2007. Possiede un naso molto ampio, speziato, minerale, frutta matura sotto spirito. Sapido, ed è una costante di questi vini, acidità che si inoltra sulla lingua accompagnata da una morbidezza perfettamente in equilibrio.

Cantine del Castello, Boca 1986. Una vera chicca, questo ’86, morbido e per nulla

Paola ed Elena

stancante nonostante i 26 anni trascorsi, profumi importanti di violetta e rosa rossa, terreno bagnato ed erbaceo. Una discreta morbidezza accompagnata da tannini molto ben ordinati, puliti, sorretti dalla spina acida necessaria. Un finale lungo, note speziate ed ancora erbacee.

Klinec, Jakot 2009. Tokai friulano. Sulfureo, basta lasciarlo per qualche minuto nel bicchiere e rimangono le note delle bucce dell’uva, di buccia di limone. Minerale, sapido, retto molto bene dalla naturale acidità che pulisce bene il cavo orale. Pinot Grigio 2009, colore buccia di cipolla, legnoso, salino, freschezza alcolica che aiuta nella leggerezza, profumi di caramella d’orzo e pane tostato, agrumato.

Si, voglio ricevere le note di degustazione
di Benvenuto Brunello 2012
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One Comment on “Una decina di Vini Naturali a Roma 2012

amaro
27 febbraio, 2012 a 10:47

Non ho assaggiato tutti i vini da te citati, ma sono daccordo con te a prescindere, mi sono mancati gli assaggi di Sanguineto per esempio, ma per fortuna mi stanno arrivando in negozio.
Ho trovato magnifici i vini di Bonavita, i tre Brunelli de Il Paradiso di Manfredi erano lunghissimi e di rara finezza, sorprendente il Cabernet Franc Carbò, bellissimo il cerasuolo 2011 di Praesidium, e una sicurezza l’Osso San Grato 2007 di Antoniolo!!!

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