Viaggio e prologo a Villa Favorita

Quando parte da Roma, il treno che va verso il Brennero e passa per Verona non è pieno.
Ho un bel posto nella fila singola, davanti a me un sindacalista della CGIL che riconosco grazie alla spilletta del sindacato, in una delle quattro poltroncine di fianco a me siede Santo Versace.
Entrambi leggono i loro giornali, Versace parla un po’ con le persone che lo accompagnano, finché non discute di pensioni e di tasse non lo ascolto nemmeno, poi per fortuna scendo.
Nel frattempo incontro volentieri la mia collega Alessia, il posto di fronte a lei è vuoto e tale rimarrà, così trascorriamo parte del viaggio a chiacchierare di vino e scambiarci impressioni su vari eventi enologici a cui abbiamo entrambi partecipato.
A Firenze salgono in molti che a vario titolo ruotano attorno al mondo del vino, ma li riconosco solo dai discorsi: un paio di produttori, qualche importatore e distributore, probabilmente un giornalista; tutti andranno al Vinitaly.
Noi invece, scesi a Verona, prendiamo l’autobus che ci porterà a Montebello, da cui poi cercheremo un modo per arrivare a Villa Favorita.
Sul pullman, che si svuota alla fermata di San Bonifacio, osservo con interesse il territorio, pieno di capannoni e vigneti, molti sono nuovi come si capisce dai fili di ferro tesi, lucidi, e dai pali di cemento appena usciti dal cementificio.
Ogni piccolo spazio è riempito dalle vigne, tutte vuote di uva in questo periodo, ben tenute ed ordinate. E tutte in pianura. Ci sono circa una cinquantina di chilometri tra Verona e Montebello, ed il paesaggio è quello tipico della piatta pianura veneta; le colline sono sullo sfondo, vigneti anche lì, ma sicuramente in pianura la superficie vitata è maggiore.
D’altronde per essere il primo produttore di vino in Italia, il Veneto da qualche parte le sue vigne dovrà anche piantarle, visto che con gli ultimi ministri dell’Agricoltura, provenienti proprio da queste terre, è aumentata anche la superficie a DOCG e DOC.
Arriviamo ad un incrocio e qui l’autobus si ferma e il conducente ci avvisa che siamo arrivati, un crocicchio con una latteria di fronte a noi e basta.
‘Questo è Montebello?’ ci chiediamo. Come si fa ad arrivare a Villa Favorita?. Entriamo nel piazzale della latteria, un camion sta scaricando il latte ma lì attorno non c’è nessuno, passa un’automobile e ci conferma che per arrivare alla villa la strada non è poi tantissima, saranno quattro chilometri, ma tutti sulla statale e questo ci fa capire che non sia proprio la cosa migliore da fare.
Ci avviciniamo comunque alla stazione, desolatamente ‘Impresidiata’, come è scritto su un cartello di metallo, sperando di trovare una navetta o magari qualcuno che possa darci delle informazioni, se non proprio un passaggio. Per fortuna troviamo altri due ragazzi che devono andare anche loro a Vin natur, hanno chiamato un loro amico che è già lì e tra poco arriverà una navetta.
Che si materializza dopo qualche minuto sotto forma di un pulmino di una Casa di Riposo, quello c’è scritto sulla fiancata. Mentre andiamo verso la nostra bisboccia professionale, penso a tutti quei vecchietti che stanno lì da qualche parte ad aspettare il loro mezzo di trasporto che li riporti a casa, o alle danze, o dovunque debbano andare. Naturalmente non è così, nessun vecchietto è stato maltrattato per scrivere questo post, è solo che, come ci spiega l’autista, il mezzo è a disposizione su chiamata, così quel sabato viene usato anche per il trasporto dalla stazione alla villa e viceversa.
Il servizio di accoglienza è estremamente efficiente: immediata la consegna dei tesserini, la tracollina bianca (finalmente, ero stufo di collezionare tracolline nere), il bicchiere, la guida con l’elenco dei produttori.
Cerco subito di individuare dove sono i banchi che più mi interessano e che mi ero già segnato, un lavoro che faccio sempre prima di ogni evento di questo genere ma che stavolta è stato più impegnativo del solito, vista la qualità dei produttori presenti; tra primo piano e piano terra quasi 140 produttori espongono con fierezza le proprie bottiglie, in qualche caso la cartina delle locazioni non è precisissima, ma non fa niente, è un modo per trovarsi di fronte qualche etichetta che non si conosce ed evitare di assaggiare sempre i soliti (per me) noti.
Prima tappa in ogni caso il cibo, non si può affrontare una kermesse così impegnativa a stomaco vuoto, alla fine della giornata sicuramente un litro di vino andrà a finire nel mio stomaco, vuoi per disattenzione, vuoi perché magari mi piace proprio. Così un buon piatto di spaghetti ai carciofi ed un panino con i broccoli, annaffiati per ora solo da acqua.
Guardo il panorama dalla scalinata della villa, la campagna stottostante e le colline più in fondo, la chiesa del 1700 ed il parco ben tenuto tutto intorno.
Si inizia, la giornata è breve, alle cinque e trenta dovrò andar via, così scendo al piano terra ed incomincio a lavorare.

Scarica gratis le note da Benvenuto Brunello 2012
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  1. amaro ha detto:

    Aspetto un tuo resoconto sugli assaggi!!!!

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