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31 gennaio, 2012

I vini al centro con GoWine

Il Coenobium 2009

Mercoledì scorso si è tenuta una simpatica iniziativa a cura di GoWine, una degustazione di produttori di Lazio ed Abruzzo intitolata I vini al centro.

Devo dire che ogni tanto gli organizzatori di GoWine riescono a stupire: tra etichette piuttosto scontate e tutto sommato evitabili ne erano presenti un paio che a mio avviso meritano di essere assaggiate nuovamente.

Ho ritrovato Casale della Divina Provvidenza, con il loro cacchione in purezza; ci tengono a dire che sia cacchione e non bellone, assicurando che i due vitigni, per quanto simili, sono in effetti differenti tra loro, soprattutto perché cacchione si può chiamare solo per le uve della DOC Nettuno.

Ho potuto assaggiare una loro novità, un metodo classico interamente da cacchione, 12 mesi di rifermentazione in bottiglia; ero stato ben più impressionato dal loro Neroniano la volta scorsa. Diciamo che la temperatura di servizio non certo ottimale (ma questo accade a molti eventi enologici anche più importanti) non lo ha favorito, risultava piuttosto limitato ai profumi. Un corpo decisamente debole, adatto più per i locali da happy hour che per essere bevuto in accompagnamento ad un pasto leggero. Però diamo loro il beneficio del dubbio, è il primo anno che lo producono, vediamo cosa accadrà nelle prossime produzioni.

Il secondo vino  è Il Capitano IGT Lazio Rosso 2007 de I Pampini, azienda abbastanza nota nel panorama della viticoltura biologica laziale.

Prodotto interamente da Cabernet Sauvignon, con rese di 50 q/ha, il pigiato viene fatto macerare in acciaio sulle bucce per due settimane, e dopo la malolattica rimane ad affinare 12 mesi in botte grande, parte in barrique.

Il colore è di un bel rosso rubino intenso, buona olfattiva con riconoscimenti di frutta matura e mirtillo, per arrivare poi alle sensazioni balsamiche e speziate. Morbido, forse anche troppo, ma i tannini sono ben ordinati e per nulla fastidiosi, forse un po’ troppo muscoloso ma sicuramente gradevole.

Notevole anche il loro Bellone, IGT Lazio Bianco, soprattutto nella versione senza solfiti. Non sono riuscito a farmi dire in che modo siano riusciti ad ottenere un bianco senza alcuna aggiunta di solforosa, ma la prima impressione non è male. Un colore dorato che fa pensare ad una lunga macerazione sulle bucce ed all’assenza di filtrazioni, profumi di frutta secca, uva passa e miele, poco intensi ma riconoscibili. Peccato che il profumo termini un poco troppo bruscamente. Al palato è morbido, quasi troppo, ma presenta una discreta freschezza e qualche traccia di mineralità che, nel panorama per il resto scarso dei vini laziali, lo rende riconoscibile.

Un buon cesanese di Olevano Romano l’ho trovato al banco di Cantine Ciolli, il loro 2008 è

Il cesanese di Olevano 2008 di Cantine Ciolli

veramente ben fatto, profumo minerale, che dopo un po’ tende al ferroso; in bocca si presenta con un tannino ancora giovane ed una bella acidità, un po’ squilibrato sulla sapidità ma molto gradevole. Qui il lavoro fatto nelle vigne di 60 anni e poi in cantina, si sente tutto. Chiacchierando con Damiano Ciolli, sono venuto a sapere che sono pochi anni che hanno iniziato a lavorare in cantina in un certo modo, cercando e riuscendo ad innalzarsi dai molti ed imbevibili cesanesi che si vedono troppo spesso in giro nei ristoranti romani che fan finta di avere una tradizione sul territorio. Qui invece la tradizione è stata ripresa proprio da Damiano, che ha compreso che il vino del contadino, come lo facevano prima, non li avrebbe portati da nessuna parte, ed unendo grande perseveranza e sicuramente enorme passione per il proprio lavoro, è riuscito a tirar fuori questo cesanese da bere come si farebbe con un grande vino, assaporandolo con calma ed attentamente. Meriterà sicuramente una visita in cantina prossimamente ed una degustazione dedicata. Il distriburore è Les Caves de Pyrene.

L’ultimo vino che mi ha piacevolmente stupito  è il Coenobium 2009 VdT, prodotto dalle suore trappiste del monastero di Vitorchiano, con la consulenza di Paolo Bea, da trebbiano, malvasia, verdicchio e grechetto, senza concimi chimici in vigna e senza ‘aggiustamenti’ di cantina che non siano quelli che si possono fare con un attento controllo del processo di vinificazione. Profumi ampi di camomilla ed erba appena tagliata,melone, poi lime e nocciola dopo qualche minuto di ossigenazione nel bicchiere.

Al palato l’ acidità colpisce immediatamente la lingua, ben avvolta dalla sua morbidezza, e soprattutto una estremamente gradevole sapidità che lo rendono piacevolmente vibrante. La temperatura di servizio era forse alta per un bianco, ma non per questo che potrebbe essere bevuto alle temperature di un rosso non di corpo.  Anche il Coenobium è distribuito da Les Caves de Pyrene

L’ordine dei trappisti, d’altronde, è ben noto per i loro prodotti agricoli di alta qualità, e a Roma è tradizione andare al convento delle Tre Fontane ad acquistare la loro ottima cioccolata. In quello di Vitorchiano si può trovare anche olio.

Dunque, in conclusione complimenti a GoWine che ha saputo portare cantine di questo livello, speriamo che continuino così.

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2 Comments on “I vini al centro con GoWine

una persona incontrata
3 febbraio, 2012 a 15:47

Piuttosto falso, perché a sentirtela commentare non eri si questo avviso.
Sei malato nach tu di giornaliste = ruffianelite?

Rispondi
Wine Roland
11 febbraio, 2012 a 18:45

ciao Una persona incontrata.
ricordo di aver detto che c’erano buone cose e cose pessime.
E’ una mia scelta parlare solo di quelle buone, per rispetto dei produttori tutti che, anche se fanno vino che a me non piace, non devono essere sminuiti nel loro lavoro.
Non ho poi capito il commento in tedesco

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