Vinitaly sarà rimandata a giugno

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Purtroppo anche il Vinitaly ha subito lo scotto che tanti hanno pagato al Coronavirus. L’evento di Verona previsto per aprile è stato rinviato a giugno.

Niente Vinitaly

Qui sotto il comunicato dell’AD di Veronafiere Giovanni Mantovani:

A seguito della rapida evoluzione della situazione internazionale che ha dato origine ad evidenti difficoltà riguardo tutte le attività di promozione, Veronafiere ha deciso di rimandare le date di Vinitaly, Enolitech e Sol&Agrifood al 14-17 giugno 2020, che è stato giudicato il periodo migliore per assicurare i più alti standard di qualità per gli espositori e per i visitatori.

Gli organizzatori sono stati fino all’ultimo fiduciosi di poter consentire lo svolgimento della fiera, ma non hanno potuto far nulla. Il Vinitaly è l’evento vinicolo tra i più importanti del mondo e certo in Europa, e rimandarlo non è stata una decisione semplice, ne sono certo.

D’altra parte sono in buona e triste compagnia: anche il ProWein di Dusseldorf è stato rimandato:

Messe Duesseldorf GmbH ha rimandato il ProWein 2020. In stretta collaborazione con tutti i partner coinvolti, la società valuterà immediatamente una data alternativa per poter garantire che la pianificazione possa procedere senza intoppi. Il rinvio inoltre include l’iniziativa “ProWein va in città” che si svolge in parallelo al ProWein.

Le altre fiere vinicole

Se volete farvi un’idea di cosa sta succedendo nel mercato del vino, potete leggere il mio post della scorsa settimana.

E se gli eventi più grandi hanno le gambe forti per rialzarsi, chi organizza eventi più piccoli subisce dei colpi più duri. Penso ad esempio a VinNatur Genova 2020, che ha annullato la sessione del lunedì. Ne ho parlato nell’ultima puntata del podcast. Nello stesso periodo si svolge VinNatur, che probabilmente sarà rimandata anch’essa a giugno, e forse lo stesso per ViniVeri. Degustazioni sparse in giro, anche qui a Roma, sono state rimandate. 

Insomma, restando confinati nel mondo del vino, tutta l’attività di mercato sembra ferma. E per gli appassionati, una fiera vinicola è anche il modo di incontrarsi di nuovo con amici e conoscenti che spesso si conoscono solo alle degustazioni. 

Restano le vendite online, che almeno ci consentono di acquistare qualche buona etichetta anche senza andare in fiera. 

Sempre che i magazzini rimangano aperti, i trasportatori non siano in penuria di camionisti, e le zone rosse off-limits non aumentino. 

Altrimenti, dovremo farci portare il vino dall’esercito.

Nota:

Il post parla del mercato del vino, visto che questo è un wine blog. Ci sono situazioni certo più pesanti, penso non solo alle persone che si sono ammalate o peggio, sono morte. Penso a piccole aziende che non hanno la possibilità di approvigionarsi con pezzi di ricambio o materie prime, alle aziende che si occupano di turismo e ospitalità.

Ci sono, dicevo, certo situazioni più pesanti.

Quindi si, il vino può sembrare una piccola e poco importante cosa. Ma attorno ad una fiera ruota un gran numero di persone che si occupano dei services, e molti di loro sono freelance. Ed una azienda vinicola che non riesce a mandare il propri vini al distributore perché i magazzini accettano consegne con il contagocce, rischia di avere grossi problemi. Ogni aspetto di questa crisi è importante, e non c’è, a parte la salute delle persone, chi è più importante di un altro.

Photo by manu schwendener on Unsplash

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