Vino, salute o alcool sintetico?

health and alchool

Non sarà ancora il synt-alchool che a volte usano in Star Trek e che provoca effetti controllabili (tranne in 7-di-9), ma ci stiamo arrivando. Che il vino, ed in generale gli alcolici, non siano bevande salutari è senza dubbio vero, e quando si consiglia di bere con moderazione bisogna seguire il consiglio.

Poco vino ma buono

Naturalmente due bicchieri di vino durante un pasto non sono deleteri, soprattutto se dopo non bisogna guidare, ma due bicchieri di vino ogni giorno alla lunga possono portare ad effetti cumulativi.

Insomma, il vino è buono (quando è buono) e non bisogna abusarne. 

Proprio per evitare gli eccessi, o meglio gli effetti degli eccessi, qualcuno sta davvero studiando un alcol sintetico. David Nutt è il direttore dell’unità di neuropsicofarmacologia all’Imperial College di Londra, e studia da parecchi anni gli effetti di molecole alteranti sull’organismo umano. Tra i suoi risultati, uno strumento per osservare le infiammazioni nei cervelli di pazienti affetti da Parkinson ed Alzheimer.

Alcool e danni cerebrali

Ora gli interessi del professor Nutt si sono spostati sugli effetti dell’alcool, ed una delle sue ambizioni è creare un alcol sintetico, un synth-alcool quindi, un insieme di molecole che provochino gli stessi effetti rilassanti degli alcolici, ma senza gli effetti indesiderati. Quindi, niente mal di testa o altri problemi di salute: un progetto di difficile realizzazione. 

A quanto pare questo progetto ha invece qualche estimatore, visto che nel 2018 il professor Nutt ha trovato anche qualche investitore disposto a metterci qualche soldo, ed Alcarelle, così si chiama la società che lo scienziato ha messo in piedi per questa ricerca, ha ottenuto un primo found di 20 milioni di £. Non proprio qualche spicciolo, insomma.

La sua non è una ossessione e non è un proibizionista, visto che il professore a volte non disdegna un bicchierino di bourbon prima di andare a letto; però ha visto nei suoi pazienti gli effetti deleteri dell’alcool, che in un articolo su Lancet ha definito più pericoloso di crack ed eroina.

Quindi, vorrebbe poter dare un’alternativa, un elemento che fornisca la parte positiva di una buona bevuta, l’allegria e il rilascio dei freni inibitori, togliendo però la parte negativa, ossia gli effetti su cervello e circolazione sanguigna.

Alternative all’alcool

Lo studio parte dal 2005, quando il professore iniziò a studiare gli effetti dell’alcool sui recettori del cervello che venivano maggiormente coinvolti dalle molecole alcoliche, i cosiddetti Gaba-recettori. Quindi inziò a studiare quali elementi venivano prodotti dalla stimolazione di questi recettori, e come fare ad inibire la produzione delle sostanze dannose.

Lo scopo della sua società Alcarelle non è certo quello di diventare un produttore di synth-alcool, quindi niente Star Trek; piuttosto l’obiettivo è quello di fornire ingredienti attivi alle aziende produttrici di alcolici. Negli ultimi anni la vendita di prodotti dealcolizzati, particolarmente birre e vini, sta iniziando a suscitare qualche forma di interesse, ed il progetto Alcarelle potrebbe essere la risposta alla mancanza di auto moderazione dell’essere umano.

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