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13 aprile, 2011

VinoVinoVino 2011 a Cerea – I Parte

Quando ho prenotato il treno per Verona mi sono reso conto che i posti erano tutti esauriti. Ho così fatto un viaggio misto, prima Roma-Bologna e poi Bologna-Verona; da Verona c’è sia il pullman che un treno che arriva fino a Cerea, e l’AreaExp dove si tiene la fiera è a 400 metri dalla stazione.

Così sabato mattina sveglia presto e via a Termini, arrivo a Bologna, caffè offerto dal fratello ormai trapiantato, mezz’ora dopo il treno per Verona.

Caldo! Ragazzi, caldo, nient’altro che caldo e litri d’acqua (in attesa di beveraggi ben più nobili…) durante le scarse due orette di viaggio, toccando tutti (dico proprio tutti) i paesi e le piccole cittadine tra Bologna e Verona.

Dal piazzale di fronte a Porta Nuova poi finalmente il pullman fino a Cerea e poi via dentro la fiera.

Servizio d’accoglienza ben fatto,  finalmente il bicchiere in dotazione con la tracollina che ormai non tutte le fiere forniscono in dotazione. Poi i depliant con l’elenco degli espositori ed un’utile agenda che riportava l’elenco dei produttori; per ognuno poi era prevista, nell’agenda, una pagina con la possibilità di scrivere le proprie impressioni di degustazione.

All’interno la disposizione è ben fatta, non risulta caotica, c’è spazio per muoversi nonostante la buona affluenza di pubblico; strategicamente disposte alcune botti dove poter appoggiare il bicchiere ed il piatto nel caso si sia approfittato, come ho fatto io, del servizio ristorante per farsi preparare un panino. Considerate che avevo mangiato solo un cornetto, ed avevo proprio la necessità di mettere qualcosa nello stomaco prima di lanciarmi nelle degustazioni. 

Il primo stand che sono andato a visitare naturalmente è stato quello di Porthos, dove il sempre eclettico Sandro Sangiorgi era lì a presentare ed illustrare il suo libro, L’invenzione della gioia.

Poi le degustazioni, cercando di dare all’inizio un senso logico al tutto, ben sapendo che questo si sarebbe quasi immediatamente interrotto, vuoi perché attratto da etichette che non conosco, vuoi perché ci si ferma a parlare con qualche amico, o semplicemente perché, alla fine, deve essere una occasione di divertimento e di allegria, non può essere lavoro. Mica siamo al Vinitaly!

Dopo poco che ero entrato, mentre stavo mandando giù il mio panino con prosciutto aiutato da un calice di Valpolicella Classico DOC 2009 di Monte dall’Ora.

Poco dopo ecco arrivare Aurelio e la moglie Gianna, provenienti dal Vinitaly e diretti il giorno dopo verso il Piemonte per uno dei soliti tour enologici insieme allo storico gruppo di amici.

Il secondo stand che vado a visitare, ma soprattutto per salutare un amico, è quello di Valter Mlecnick, come al solito di una gentilezza squisita, accompagnato dalla figlia.

Di Valter ho assaggiato praticamente tutto quel che aveva portato, ed anzi vi terrò informati su una prossima sua degustazione che si dovrebbe tenere ad Anzio nel mese di maggio.

Lo Chardonnay 2006 di Valter è un vino dove si sente tutta la territorialità delle terre slovene, minerale e sapido al punto giusto, con una morbidezza immediata all’impatto con la bocca. I profumi sono ampi e più girati verso i toni scuri che non i soliti floreali o fruttati, e d’altronde ha ormai 5 anni.

La piacevolezza poi di parlare con Valter, dei suoi esperimenti sui nuovi sesti d’impianto e della collaborazione con la rivista  Pietre Colorate, di cui parlerò più avanti, moltiplica il piacere dei suoi vini, a riprova che il vino non è un alimento come gli altri, ma deve essere accompagnato da una piacevole compagnia e dai racconti delle vigne che lo producono, e sentire poi nel liquido le parole ed il lavoro.

Dopo Mlecnick ho tentato di fare un giro più organico, con un occhio all’orologio per approfittare del treno speciale gratuito che gli organizzatori della manifestazione avevano organizzato con le Ferrovie dello Stato, una littorina a due vetture in partenza alle 17.40 per Verona, proprio in tempo per prendere il treno per Bologna. Ottima iniziativa di Viniveri, un plauso per la disponibilità nei confronti dei loro visitatori.

Per ora è tutto, nel post successivo continuerò con la narrazione delle degustazioni a Cerea, entrando nello specifico di alcuni dei vini che ho assaggiato.

Al prossimo bicchiere!

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