Vouvray Domaine Huet Le mont Sec 2006

La denominazione di Vouvray è tra le più famose della valle della Loira e Domaine Huet è tra i più importanti produttori di Vouvray.
Le Mont è uno dei tre appezzamenti in cui è suddivisa la proprietà, 6 ettari di vigna coltivata esclusivamente a Chenin-Blanc.
Qui siamo nella parte bassa della collina del Domain, e la profondità del terreno costringe le radici delle viti a scendere per molti metri prima di incontrare nutrimento per la pianta.

Vi sono viti di meno di 10 anni, altre tra 10 e 30 e circa una metà arrivano fino a 50 anni, in una proporzione che viene mantenuta anche negli altri due appezzamenti che costituiscono il Domaine, La Haut Lieu e Le Clos du Bourg. seguendo uno schema che riflette uno schema di graduale sostituzione delle viti e che consente di non dover espiantare e reimpiantare tutta la vigna in un colpo solo.
In vigna si seguono i criteri della biodinamica, un poco di rame viene dato alle piante solo nel caso in cui ve ne sia necessità. La vendemmia è completamente manuale e consente di scegliere le uve migliori di ogni filare, separando i grappoli botritizzati, fenomeno che qui spesso accade.

Dopo la pigiatura il mosto viene messo in parte in botte ed in parte nelle vasche d’acciaio a temperatura controllata. Non viene forzata la fermentazione malolattica, il che conferisce un particolare gusto al vino che si ottiene, e che consente al Le Mont di poter invecchiare a lungo. 

All’inizio della primavera il vino viene imbottigliato ed è pronto per essere messo in commercio.

Il Le Mont Sec 2006 va lasciato riposare qualche attimo nel bicchiere; meglio ancora versatene un mezzo calice e lasciate riposare una decina di minuti il vino nella bottiglia: in questo modo la superficie del vino a contatto con l’ossigeno sarà maggiore. La temperatura di servizio non deve essere troppo bassa, in caso contrario bisognerà attendere un po’ di più.
Il naso è estremamente profumato, citronella e peperone, mandarino e melone, vira verso il vegetale ed ha un finale di lana bagnata tipico del vitigno; intensi e lenti, i profumi svaniscono dopo poco, molto volatili.
La sua acidità è netta, ma la struttura del vino mantiene sempre ben equilibrata la bocca, sebbene sembri mancare di mineralità. Il finale è sufficientemente lungo ed a me ha fatto venire in mente la mela verde, quella colta sugli alberi ancora acerba.
Un gran vino che sembra mostrare però qualche limite, con i profumi troppo veloci a scomparire.
Lo abbiamo assaggiato accompagnandolo con dei piccoli stuzzichini di sushi e gamberetti in tempura.

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