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29 giugno, 2012

Zélige-Caravent, Manouches 2010, Vin de Table

I grandi vini della Francia sono sicuramente i Borgogna, i Bordeaux, gli Champagne, ma le regioni più piccole o comunque meno conosciute, riservano sempre delle belle sorprese, soprattutto per la capacità che hanno i francesi di legare i vini al proprio territorio.

Così nella Languedoc ci sono zone, come la AOC Pic Saint Loup, che indicano esattamente qual è la direzione in cui i produttori enologici dovrebbero muoversi.

zelige-caravent-2010Qui il terreno è formato soprattutto da piccoli frammenti di calcare fossile, legate da una terra limo-argillosa che consente all’umidità di penetrare a fondo, una situazione ideale per poter superare lo stress idrico estivo.

Il massiccio delle Cévennes fa da confine naturale per questa AOC, compresa tra le cittadine medievali di Corconne e Montpellier.

Il vino di questa degustazione è il Manouches 2010 di Zelige-Canavent, che però non fa parte tecnicamente della AOC.

Il disciplinare prevede infatti che debbano essere presenti, in uvaggio, almeno due tra Syrah, Grenache e Mourvédre, mentre il Manouches è un assemblaggio di Alicante Bouschet (70%) e Cinsault (30%), e quindi è classificato solo come Vin de Table, e come tale non è ammessa l’indicazione dell’annata; la regione di Languedoc-Roussillon è sede del più alto numero di vini da tavola di tutta la Francia.

Il Manouches è prodotto da Zélige-Caravent da agricoltura biodinamica.

Nel bicchiere il colore è rosso rubino, profondo, quasi impenetrabile, grazie all’Alicante Bouschet che è la tipica uva tintoria utilizzata qui ed in quasi tutto il bacino del Mediterraneo enologico, dalla Spagna alla Sardegna, dalla Languedoc alla Toscana..

Gli aromi si sprigionano potenti ed ancora lievemente scomposti, sarà anche un Vin de Table ma ha una capacità evolutiva non indifferente, questo vino. Balsamico, tra tutti l’eucalipto, e susine e prugne ancora da cogliere, bastano per far venir voglia di preparare una leggera valigia e partire per vedere con i propri occhi i panorami che circondano questi pochi ettari di vigna. Pian piano esce un sentore minerale, grafite direi, che fa virare il balsamico iniziale in un erbaceo meno spinto e più sicuro.

In bocca è quasi masticabile, estremamente gradevole da bere nonostante tutto, molto ben equilibrato, con una freschezza che rimanda agli aromi precedenti ed una lunghezza non banale, con un finale lievemente mentolato.

Fortunatamente ne ho una seconda bottiglia, che proverò a stappare tra un paio di anni per vedere l’evoluzione di questo vino che certamente non ci farà disilludere.

Si, voglio ricevere le note di degustazione
di Benvenuto Brunello 2012
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2 Comments on “Zélige-Caravent, Manouches 2010, Vin de Table

Silvana Biasutti
29 giugno, 2012 a 09:39

Il Roussillon è una terra adorabile; Collioure è (spero ancora) il porto delle acciughe, da assaggiare cucinate semplicemente accompagnate da un bicchiere locale, guardando le vigne che scendono fino in mare.

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Wine Roland
30 giugno, 2012 a 20:33

Si, dovrò tornarci con molto più tempo a disposizione. Grazie del passaggio qui

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