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  • Approvato l’accordo tra E.& J.Gallo e Constellation Brands
    Approvato l’accordo tra E.& J.Gallo e Constellation Brands

    La Commissione USA del Commercio (FTC) ha approvato subito dopo Natale l’accordo tra E. & J.Gallo e Constellation Brands, due tra le maggiori aziende vinicole mondiali.

    Un accordo miliardario

    Le trattative fra le due aziende sono iniziate ad aprile 2019, e ricadono nella strategia di Constellation per posizionarsi nella fascia alta dei vini. Le etichette oggetto della vendita infatti sono quelle considerate minori, con un prezzo a bottiglia non superiore agli 11$. Si tratta di circa 25 aziende tra vini, spumanti e distillati, mentre il marchio Corona non è oggetto della vendita.

    La cifra totale inizialmente era stata stabilita in 1,7 miliardi di dollari, ma la FTC ha posto alcuni vincoli per evitare concentrazioni di prodotto. Sono state tolte dalla lista aziende come Mark West e Clos du Bois, mentre alcune etichette di spumante, ad esempio Cook’s California Champagne e J. Roget American Champagne, sono state vendute a Sazerac & Co, marchio di New Orleans. E.&J. Gallo in questo modo si posiziona fra i primi marchi mondiali nei vini di fascia media.

    Alla fine, dopo i tagli imposti dalla Commissione, l’accordo tra Gallo e Constellation varrà 1,03 miliardi di dollari; a parte occorre aggiungere la vendita dell’azienda neozelandese Nobilio Wine per altri 130 milioni di dollari.

    E. & J. Gallo e Constellation Brands

    Nel secondo trimestre del 2020, Constellation ha venduto 50 milioni di casse di vino, (ogni cassa USA misura 12 bottiglie), e nonostante la pandemia il calo delle vendite è stato piuttosto contenuto, circa il 3%. Il riposizionamento del marchio in etichette di valore più alto di 11$ è il punto centrale della strategia per rientrare dagli indebidamenti, dovuti anche all’acquisto di azioni proprie.

    E. & J.Gallo da parte sua vende circa 90 milioni di casse l’anno, ed è suo il marchio di vino più venduto, Barefoot, con 250 milioni di bottiglie vendute nel 2019. Con questo accordo Gallo dovrebbe passare a 115 milioni di casse l’anno. Nel 2020 E. & J. Gallo ha speso molto nel marketing, con degustazioni e cene online e spettacoli sponsorizzati con il pubblico collegato via Zoom.

    L’accordo tra Gallo e Constellation ha numeri quasi inimmaginabili dal mercato del vino italiano ed europeo in generale. Gli USA hanno sempre avuto numeri non confrontabili con Italia ed Europa, ma i marchi di alta gamma sono quasi sempre quelli europei, Italia e Francia in testa. Questo accordo fra Gallo e Constellation quindi potrà rimodulare completamente il mercato del vino USA.

    Photo by Joel Mott on Unsplash

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  • Bolgheri Rosso Le Macchiole 2014
    Bolgheri Rosso Le Macchiole 2014

    Bottiglia più a portata di portafoglio tra quello della cantina, il Bolgheri Rosso di Le Macchiole ha il pregio di essere una entry level di lusso della cantina; lusso nel senso della rotondità dei sapori e degli aromi, naturalmente. Se non avete mai assaggiato i vini di Le Macchiole ti dici, ‘se questo è un vino entry level, figuriamoci gli altri!‘. Complice un’annata, la 2014, piovosa, il vino sembra dover maturare lentamente per svilupparsi completamente. Nel frattempo si possono godere i suoi profumi e il sorso, entrambi decisi e non chiassosi. Andiamo con ordine.

    Bolgheri Rosso 2014

    Il Bolgheri Rosso 2014 di Le Macchiole è un blend di Merlot 40%, Cabernet Franc 20%, Cabernet Sauvignon 20%, Syrah 20%. Tutte queste uve sono usate anche per produrre i mono vitigno di alto livello dell’azienda, dal Paleo al Messorio.

    Avevo in cantina questa bottiglia già da tre o quattro anni e ogni volta che passavo davanti al mio scaffale mi dicevo ‘questo è il momento di aprirla’. Poi però rinunciavo in favore di altri vini, vuoi perché non avevo un abbinamento degno del vino che mi aspettavo, vuoi perché mi sembrava presto.

    Alla fine non ce l’ho fatta e domenica scorsa ho aperto la bottiglia, complice una bistecchina di scottona che mi aspettava in cucina.

    Note di degustazione

    Ho seguito la pratica che ormai mi sono dato per vini che hanno più di 4 anni, ossia versarne una dose generosa nel calice ed aspettare almeno un quarto d’ora, per consentire al vino di riprendere confidenza con l’ossigeno.

    Molteplici aromi si sprigionano da questo Bolgheri Rosso, ad iniziare da frutta rossa e bacche, susina e ribes nero, ciliegia, . Velocemente arrivano i profumi più profondi, terriccio e corteccia; la ciliegia ora è accompagnata da un aroma speziato e verde. Decisamente un naso importante, un ventaglio di profumi che non lascia indifferenti.

    Al gusto l’aspettativa viene ripagata, con la morbidezza del primo sorso e già una struttura che farà strada. Tannini disciplinati e ancora con la loro nota verde e lievemente legnosa, freschezza che lascia il palato con sentore di ciliegia e pepe verde.

    Bevuto dopo qualche giorno, il vino non perde le sue caratteristiche, meno esaltati i profumi più scuri in favore della giovinezza fruttosa, il tannino più presente. Ma è una eventualità rara, questa bottiglia si beve tutta subito mentre si pranza.

    Il finale è ragionevolmente lungo e lascia la bocca con il ricordo di ciliegia e ribes e piacevolmente fresca.

    Sei anni di attesa non sono per niente molti per questo Bolgheri Rosso, sarà interessante fra un paio di anni con i tannini ancor più amalgamati al resto del liquido. I punteggi che trovate in giro sono suddivisi tra 89/100 e 90/100. La 2014 sembra terminata praticamente ovunque. I prezzi comunque vanno dai 20€ ai 30€ per altre annate (la 2018 ad esempio).