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6 febbraio, 2016

Cantina Bambinuto – Greco di Tufo

Quelle che seguono sono le note di degustazione di due Greco di Tufo di Cantina Bambinuto, scritte a quattro mani e due nasi da Samantha ed Emanuele, alias Alice in Wonderland ed Eleutherius Grootjans, e che quindi può essere letto comodamente senza vocabolario di greco o di tedesco. 

È’ vero che l’inverno non c’è stato, ma per chi ama le atmosfere invernali non è difficile poterle ricreare, senza set cinematografici, semplicemente assecondando i bisogni dell’anima. Tornare a casa quando fuori piove tanto da far pensare che finalmente nevicherà, fa tanto divano e fa tanto vino buono. Rosso.

Sì, nell’immaginario collettivo il vino-che-riscalda è rosso.

Invece ce n’è uno che riscalda e conforta che però si presenta bianco. Bianco come può esserlo la luna sullo sfondo notturno, bianco come lo sono tutti i denti sullo sfondo di guance chiare o scure, bianco come è una conchiglia sulla sabbia.

Marilena fa un vino che è bello perché non deve piacere. È’ fatto come lei ritiene giusto che sia fatto. È un vino che non strizza l’occhio a nessuno, che non si adegua alle mode, che vive in pace con se stesso. Esattamente come fa Marilena.

I figli assomigliano ai padri, e in questo caso alle madri. Marilena lo sognava così. È così è venuto, semplicemente lasciandolo essere, senza indirizzarlo, senza imporgli regole predefinite.

Marilena ha sei ettari in provincia di Avellino, a Santa Paolina. Li cura uno ad uno come cura le sue figlie. E, come le sue figlie, sono venuti su molto bene. Marilena è diretta e accogliente. Proprio come il suo Greco. Diretto e accogliente, nelle fredde sere d’inverno così come ogni altro giorno, semplicemente perché è così, bello così, perché vero.

greco di tufo

Greco di Tufo D.O.C.G. 2014 Cantina Bambinuto

Samantha: dritto e oleoso – ma oleoso in senso pulignyano, cioè il colpo è assestatissimo e affonda ma non è di punta. Pesca, litchi, sbuffo di ferro da stiro. Lieve sensazione di liquirizia

Emanuele: dritto-dritto a cominciare dal naso dove regala subito un fondo minerale chiaro – ghiaia e gesso – a precedere aloe, lime, uva spina, menta e solo dietro – il doppio fondo – un quid di grassa, salina, marina carnosità: ostrica. Un po’ di pazienza e il fondo triplica con aghi, resina di pino, una punta dolce e speziata – zenzero candito – e la chiusura con amarezza dosata, radice di liquirizia. Al gusto è verde di freschezza, pieno di sapidità infusa, liquescente, energico, quasi sferzante in principio; l’acuto volge via via a una nota più bassa e calda, la tensione si scioglie in avvolgenza e morbidezze dosate con la sferza acida a regolarle: agrume maturo, pera, regina claudia gialla. Sensazione calorica diffusa e progressiva, senza accessi. A chiudere una punta di liquirizia e profumi di lime e litchi.

Greco di Tufo D.O.C.G. “Picoli” 2013 Cantina Bambinuto

Facciamo un passo indietro: l’eminente gialloverde chiaro del 2014 si apre a più tonalità, più contrasti e un’altra intensità. Già il naso incorpora un tratto di maturità e calore più partecipi, la freschezza dell’agrume è intatta ma si fonde nel giallo di un frutto più fatto, susina e pera abate, e del fieno; il verde è vario ed evidente nei ricordi di fave fresche, lime, foglia di vite ed erbe fini ma svaria nelle sfumature più basse e scure della ruchetta, della ruta e dell’alloro. Sorso di grande slancio ed eguale eleganza: un amalgama di freschezza e maturità coessenziali, con note agrumate ed erbacee prevalenti e non pervasive che si aprono nello sviluppo a un frutto giallo succulento e polposo, a evocazioni più dolci e – attenzione – a nessun accaloramento. Infatti chiude in freschezza pressoché tagliente. Greco-Dorico. Ma di taglio nordico.

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