Benvenuto Brunello 2012 – Institutional Session #3/3

Benvenuto Brunello 2012 – Institutional Session #3/3

BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2006 E SELEZIONI

Poggio Antico Selezione Altero 2007

Serrato. Solo un cenno muscoso, idee di ciliegia rossa, timo e affumicatura, tracce più distinte rispetto all’apertura del “base”. Stessa freschezza, peraltro, al sorso, con un riferimento chiaro all’acidità ficcante e alla coda dolce del ribes rosso, corroborata da una netta punta sapida e ferrosa. Sviluppo continuo e disteso, ben articolato tra le impressioni di verticalità e quelle di ampiezza, con apporti gustativi precisi e ben scanditi (ciliegia, tè, pietra, chiodo di garofano e alloro). Tannini duri ma compatibili con la modalità espressiva di un vino grazioso e conciso, che non cerca persistenze memorabili ma esemplifica la misura.

Querce Bettina Riserva 2006

Mora di rovo, marasca e fragolina di bosco fuse a note boschive e balsamiche (pino, cipresso e felce) su una bella trama terrosa a far da sfondo con cenni di carbone. In bocca il preludio è caldo e pieno, sembra quasi esondare ma è solo un fugace inganno: vira infatti in misurata freschezza, fine e continuo, senza gravami e preciso nei riconoscimenti (ribes, terracotta, cera vergine). I tannini, severi ma perfettamente integrati, animano il quadro con una sensazione insistita di terrosità, che si assottiglia lentamente con accenni di fuliggine.

San Polino Selezione 2007

Naso di prevalente tendenza dolce, con frutto maturo e candito (ciliegia), cappero, fiori passi e un fondo ferroso. Al sorso è molto vivo e sapido, progredisce bene restituendo nitidamente ciliegia e ribes in una tessitura altrimenti più fitta. Lo limita, nella fase finale, un tannino irruento, comunque non crudo.

San Polino Riserva 2006

Si fa strada l’ipotesi che morbidezza e densità siano la cifra espressiva dei vini di Luigi Fabbro. In questa riserva si percepiscono mora e mirtillo in composta, mostarda, anice, gemme di pino e piacevoli cenni balsamici di canfora, introdotti da un soffio di volatile non pervasivo, che serve piuttosto a dinamizzare gli aromi. Bocca severa e composta, di misurata e non iperbolica tensione, unitaria nello sviluppo e solo in chiusura più esplicita nel tratto legnoso, solo accennato in precedenza e ora rimarcato dal tannino.

LOLA (III)

Caramella all’amarena e toffee, addizionati di rosa, lavanda, saponetta profumata e sandalo. Staccato, un fondo scuro e non proprio netto di muschio e, più vago ma ugualmente poco piacevole, bitume. La bocca è letteralmente macerata dal calore e dal frutto, lo sviluppo è carente e spezzato, i tannini un colpo alle spalle.

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