Ein Prosit 2014 2 di 3


Antica trattoria a Malborghetto - 1903
Antica trattoria a Malborghetto – 1903

 

Brunello di Montalcino Riserva 2008 Biondi Santi

Come ci si avvicina propriamente a un vino che per principio – leggasi: per intima essenza, per storia, per le vive tracce mnesiche di assaggi precedenti, per un campo di possibilità evolutive che contempla più gradi di infinità – esige attesa e un’attenzione adiacente alla dedizione? Chiarisco: non è questione di culto, bensì di cultura. Il primo è inevitabile sovrastruttura, la seconda è, credo, il senso compiuto di un vino del genere, non inattingibile ma richiedente comprensione e immaginazione, passione e pazienza. Nel poco tempo disponibile, l’approccio forse unico possibile è l’approssimazione: l’accettare il giusto margine d’errore e d’indefinitezza, per nostro e non per suo limite. Per dare evidenza ed effabilità, pur sapendo d’errare in qualche misura, al latente e ineffabile. Così procedendo si può dare qualche elemento d’insieme senza alcuna pretesa di individuare: è di bontà complessiva e intransigente, non compiace, né ammicca. È profondità ed evocazione, essenza e misura, potenza senza peso. In questa fase si coglie al meglio per constatazione della sua stoffa, della consistenza, dei tannini duri, della marcante vena minerale e dell’attacco anch’esso intransigente per eleganza strenua e non affettata. Impressione tattile che si misura in minuti. Oracolare.

Brunello di Montalcino 2007 Biondi Santi

La piacevolezza elevata a nobiltà. Complice l’annata, è un vino già aperto e disteso, che alla quota di freschezza cherry-berry (citando Kerin o’Keefe) associa una ricca macedonia di frutta matura, con prevalenza schiacciante del colore rosso. In più cenni ferrosi e d’armelline, nocciolo di ciliegia, rovo, cenere, alloro e terra umida. Analoga percezione di ricchezza e distensione al palato, dove si svolge regolare, teso abbastanza ma senza risultare nervoso, preciso nei riconoscimenti e misurato nel calore, che contribuisce alla diffusione aromatica. Risaltano, dopo la Riserva, le differenze nella percezione tattile: maggior larghezza della trama, minor prominenza nei rilievi, minor pressione. Ma è un confronto ingeneroso e la bontà delle sensazioni finali lo relega a espediente: soprattutto la grana e il ricordo gustativo (cacao, rabarbaro) dei tannini, la distintiva e persistente sapidità, le sensazioni retrolfattive da distillato di frutta, connubio di calore e aroma sublimato.    

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