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11 novembre, 2011

Santa Caterina 2009 IGT Golfo dei Poeti

Il Golfo dei Poeti è una IGT ligure compresa all’interno della provincia di La Spezia, e ricade all’interno della DOC Colli di Lumi. In questa IGT vengono prodotti sia bianchi che rossi, vermentino, sauvignon e tocai, merlot e sangiovese.

Le IGT meno note commercialmente sono in grado di fornire delle belle sorprese, mentre troppo spesso blasonate DOC o peggio DOCG ce ne riservano di pessime.
E’ molto che non bevevo un ligure che non fosse vermentino, a dire il vero, ed ho aperto il 2009 di Santa Caterina con curiosità.
Dal sito del produttore si legge che la produzione è veramente esigua, 800 bottiglie in 0.2 ettari di vigna, e già questo fatto me lo rende simpatico.

E’ prodotto con albarola in purezza, lo stesso vitigno utilizzato per la produzzione del più famoso Sciacchetrà delle Cinque Terre.

Appena versato nel bicchiere il vino si presenta poco trasparente, come dice il produttore infatti la filtrazione viene fatta ma in modo leggero, così da non togliere tutti i residui di vinificazione.

Anche a bicchiere fermo si sente un profumo di fichi secchi e buccia d’arancia secca, non pungente ma molto nitido, e l’ossigenazione successiva fa comparire aromi più dolci di agrumi maturi e rosmarino.
Lasciando per qualche minuto il bicchiere fermo ed annusando una seconda volta, si percepisce che il vino si sta  lievemente modificando, facendo fuoriuscire aromi più freschi di pesca a polpa gialla ed albicocca.
Al palato denota una mineralità molto intensa, sebbene l’entrata sia forse ancora troppo morbida; la buona acidità lascia il cavo orale fresco, con un buon finale di frutta. Alcool 12.5%.

L’impressione è estremamente favorevole, il produttore, Andrea Kihlgren, è riuscito a produrre un vino di buon livello, a riprova, se ce ne fosse ancora bisogno, che solo la cura della vigna e della cantina riescono a dare vini di cui portarsi appresso il ricordo.

Di questo 2009, acquistato per 11€ da Les Vignerons di Roma, dovrò prenderne almeno altre due bottiglie, la prima da stappare il prossimo anno e la seconda l’anno successivo per la curiosità di verificarne le capacità evolutive.

Si, voglio ricevere le note di degustazione
di Benvenuto Brunello 2012
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