Vino Civile o Vino Naturale?

La parola ‘naturale‘ sembra avere un sacco di significati, ma in realtà dipende da quello che ognuno intende e, visto che non esiste una definizione su cui tutti concordano, ci si affida alla legge.

Legge che deriva da consuetudini e tradizioni, da regole che le società si sono date.

Così si arriva a parlare di governo naturale, di sistema politico naturale, di condizione naturale e, storia di questi giorni, di unione naturale.

Non so come la pensiate voi in merito, ma in realtà potete pensarla come vi pare: ne avete tutti i diritti e, quindi, è una cosa naturale.

Visto? Torniamo a parlare di cosa sia, o cosa non sia, naturale.

E’ naturale avere dei diritti? Se è così, non è naturale che qualcuno li voglia limitare.

E’ naturale sposarsi? Non lo so, a qualcuno piace, ad altri no. Ognuno faccia come vuole, no?

Non mi sembra che dopo la legge sul divorzio siano stati tutti obbligati a separarsi, così come dopo le norme sulla fine dell’apartheid siano stati tutti obbligati a diventare di colore.

E’ naturale avere bambini? Io penso di si, ma di certo non è naturale che dei bambini, o i loro genitori per altro, di qualunque sesso siano, vengano uccisi da qualche bomba non troppo intelligente. Però la guerra è regolata da leggi, quindi immagino che debba essere considerata naturale anche quella. 

Così, lasciare che ognuno faccia quel che vuole senza ledere i diritti degli altri, mi sembra perfettamente naturale.

Ehi, questo però è un blog dove si parla di vino, e quindi d’accordo, parliamo di vino.

Sapete la cosa più fantastica? Che nel vino, per legge, si possono aggiungere alcuni additivi, perché altrimenti il mosto diventerebbe aceto, dicono quelli informati, e non vino.

Sarà pure così, anche se come sapete esistono vini infinitamente buoni fatti senza doverci aggiungere alcunché, tranne un po’ di solforosa all’imbottigliamento e del verderame sulle piante.

Ecco, visto che lo prevede la legge, direi che quei vini con l’aiutino hanno tutto il diritto a chiamarsi Vini Naturali. D’altra parte, se abbiamo stabilito che è ‘naturale’ tutto quello che una legge prevede che lo sia, i vini fatti con l’aiuto di qualche deacidificante, di gomma arabica, di tannini liquidi, lo sono per legge.

Sto meglio, davvero, ho risolto un mio piccolo problema etico interno, che derivava dal fatto che quei Vini Legislativi, per capirci, fossero quelli naturalmente venduti in ogni supermercato, enoteca e ristorante.

Ma allora, quei vignaioli che non aggiungono nulla al loro vino, cosa stanno facendo? Secondo la legge, non possono chiamarlo Vino Naturale, perché la stessa legge ha stabilito che una cosa del genere non esiste o meglio, la legge non ha stabilito l’esistenza di qualcosa che si chiami Vino Naturale, e quindi questa parola non può essere usata, divieto, niente, nisba, niet.

Potrebbero chiamarlo semplicemente Vino, certo, ma una differenza di produzione tra le due tipologie di vino esiste. Li chiamiamo Vini Con e Vini Senza? No, bisognerebbe scrivere Con che cosa o Senza che cosa, troppo complicato, specialmente per quelli che fanno Vini Con, che dovrebbero scrivere una retroetichetta lunga quanto … beh, lunga quanto una controetichetta con almeno una cinquantina di componenti dal complicato nome chimico. Sono tutti legalmente ammessi, ehy, non pensate male, quindi perché non scriverceli su?

Però, questo non risolve il problema di come chiamiamo i, beh, i Vini Con.

Ecco, vista la legge che stanno discutendo in questi giorni in Parlamento, mi è venuta una idea.

Direi che qui occorre smetterla di parlare di cosa sia o cosa sia naturale, perché questo non può essere regolato da una legge.

Una legge regola quello che è, o che non è, civile.

E quindi, ecco l’idea: da oggi, i cosiddetti Vini Naturali io li chiamerò Vini Civili.

Punto.

Wine Roland

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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