Benvenuto Brunello 2014 – 7.4

 

La Millemiglia a Montalcino
La Millemiglia transita per Montalcino durante la gara del 1932

 

 

Nota: l’immagine qui sopra è presa da Wikipedia. E’ tra quelle che risultano ‘disponibili al riutilizzo’, che qui non siamo mica il Corriere della Sera. (Wine Roland)


BRUNELLO 2009 SELEZIONE


Le Ragnaie Vigna Vecchia

Come per il Brunello d’annata, che dalla forzata sveglia antelucana era uscito fiocina alla mano e con torvo cipiglio, l’esordio è tra lusco e brusco. Bottiglia giusto stappata. Gratta e scalda più del vino d’annata, lascia risaltare poco più che spessore e una bella tostatura cremosa (crema di caffè). Poi, lentamente, il cipiglio si spiana. Si addenta la visciola, si spiega il fascio d’erbe aromatiche e fiori rossi, erompe la vena vegetale-balsamica (edera, cardo, legno di ginepro) e a seguire – felice per coesione, non additiva – quella di cortici e radici, noce, liquirizia, cannella. Il quadro è molto ampio ma improntato a contenimento e severità, cifrato e non osteso. Al palato concorrono pulizia e definizione, una buona connotazione terrosa, slancio dosato, freschezza infusa ed effusione calorica, con quest’ultima a promuovere la diffusione aromatica. Sensazione globale tra le più appaganti della rassegna.

Queste le note di redazione dopo l’assaggio al seminario su Montalcino di Porthos Racconta…:

Fascino antico, di palpabile sottigliezza. Non è esile, la linea vegetale è tesa e la terrosità importante. Lievemente lattico, comunque poco espansivo. Incuriosisce, di nuovo, il chiaro riferimento borgognone.

Lisini Selezione Ugolaia

La sostanza ricorda quella del vino d’annata per spessore e toucher de bouche, ma vira a una tonalità più scura: al frutto rosso si accosta quello nero insieme a rovo, polvere di gesso, sottobosco e un ventaglio di nobili riferimenti vegetali (edera, cortecce, rabarbaro, viola). Al palato si presenta molto caldo e con cenni immediati di aronia, ribes nero, china, un frutto amaricante (chinotto) e le erbe, quindi molto tannino; la freschezza non è d’immediata percezione ma risulta prima nel sostegno, quindi nello slancio offerti alla materia. Tannini di grana grossa, non ingombranti, né alleganti.

Mastrojanni Vigna Loreto

Ispira al contempo spessore e tensione. Intensità olfattiva agìta con spigliatezza: ciliegia, mirabella, lavanda, fiori di campo e cenni di toffee e cioccolatino al caffè. Rispetto al vino d’annata spicca l’immediata e nitida segnatura salina, che sottolinea la freschezza liquescente e ravviva i ricchi riconoscimenti fruttati-maturi, quasi dolci (sciroppo d’amarena, cloudberry, succo di lampone). Tannini scabri ma non incidenti sulla chiusura, né sulla lunga persistenza aromatica.

Mocali Vigna delle Raunate

Profilo olfattivo più lineare e conciso rispetto all’altro 2009, in compenso elevato da una credibile vena balsamica (pino, resina). Anice, marasca, arancia rossa, chinotto, alloro e mela cotogna. Al palato premette la sensazione calorica – segno distintivo per molti vini dell’annata e in particolare della zona – ma in progressione la contiene agevolmente. Manca del timbro, della pulsazione che caratterizzava ad es. l’annata precedente, ma è equilibrato, coeso e ordinato. Sviluppo continuo e finale di buona definizione, non molto lungo ma movimentato da tannini decisi e precisi.

Poggio Antico “Altero”

Intenso e slanciato, aereo al primo contatto per i richiami a fiori, salvia, verbena e trementina, quindi più denso di frutti rossi e neri maturi, caramella rossana, legno di rosa. D’altro registro al gusto: stratificazione e intensità aromatiche, sensazione di energia, compostezza, tensione profonda.

La differenza tra le due fasi non interessa, il vino è coeso e dinamico in entrambe. Finale in pulizia e lunga persistenza.


BRUNELLO 2008 RISERVA


 

“Franci” Tassi – Franci

Olfatto molto intenso e stratificato di frutto scuro, rovo, arancia rossa, alloro, muschio, rabarbaro candito e tabacco dolce. Bocca molto contratta, ritrosa ma pulita con esordio calorico e fruttato, quindi la proiezione coinvolgente su una traccia salina e pietrosa con percezioni di cassis, marasca, rosmarino. Cenni balsamici. Tannini di taglia grossa ma non invadenti, passibili di evoluzione virtuosa.

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