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8 aprile, 2016

Benvenuto Brunello 2016 Degustazioni – 2

BENVENUTO BRUNELLO 2016 – (Secundum Opinionem… #2)

Dopo gli assaggi preferiti di Rosso 2014, proseguiamo con quelli di Brunello 2011 (annata e selezione) e Riserva 2010. In questa prima parte passiamo in rassegna una parte dei 2011 più utili o dilettevoli.

BRUNELLO DI MONTALCINO 2011

Agostina Pieri

Bella e composita dote di frutto con visciola, lampone e confettura di fragole, in più note nitide di viole e spezie. Bocca di tatto e precisione, tensione risolta, sensazioni di dolcezza e succulenza, piccante per presa e per l’intensità delle note speziate. Apre di sostanza (polpa di frutta rossa) e procede di slancio e freschezza in allungo. Profondo, persistente, delicato nelle sensazioni finali,

Canalicchio di Sopra

Maturo, profondo e molto stratificato nelle note di frutta rossa e nera matura immediate e salienti, arricchite da erbe, viola, sottobosco, chiodo di garofano e pepe. Corposo, succoso al palato, di bella presa. Vibrante, di progressione continua e autorevole nel tocco, con tannini grossi e sensazioni di freschezza e mineralità a equilibrare la maturità e la morbidezza del frutto. Cadenza finale ancora con erbe amare e frutta matura. Sensazione tattile di grande persistenza e pulizia.  

Capanna

Intenso ed elegante, con mora e ciliegia rossa, spezie rosse ed erbe officinali in primo piano. Cenni a terra e canfora. Bouquet ampio e di grande equilibrio. Al sorso è potente, succulentissimo, serrato per la grande concentrazione e i tannini infusi, maturi e croccanti, veramente esemplari. La sensazione tattile è diffusa e perentoria ma non allegante. Progressione coinvolgente e senza discontinuità, diffusione aromatica misurata con chiari cenni a ciliegia, lampone, liquirizia e aronia, freschezza sottesa e vivace nel segno delle bacche rosse. Succoso fino a tutto il finale che richiama frutta freschissima in varietà e la effonde in persistenza.

Caprili

Intenso e avvolgente nei profumi di frutta matura, ciliegia, mirtillo e ribes insieme a terra, curcuma e karkadè. Nel frutto dichiara e incorpora bene il caldo e il vento agostani che qui peraltro non cossero, piuttosto concentrarono la sostanza buona e già ingente, zucchero e acidi, fenoli e aromi. Sullo sfondo note balsamiche e di sottobosco, edera e conifere. Al gusto ne risultano un profilo disteso e per questo già godibile, una tessitura spessa e fitta di trama, una pienezza né statica, né prolissa, anzi dinamica e succosa, con il frutto in evidenza ma non esondante, sostenuto da freschezza infusa; frutto che, verso il finale, da rosso volge a scuro e svaria su spezie rosse, cenere e sottobosco. Chiusura calorosa e in largo con tannini piccoli e morbidi, tanti e nettanti, ben incorporati. Un quadro fedele dell’annata e della zona.

Corte dei Venti

Un ricco mazzo d’erbe aromatiche, scorze d’agrume, resina e sfumature balsamiche risaltano sullo sfondo tipico del frutto rosso maturo e del bosco. Generoso e accogliente in tutta la sua schiettezza, senza compiacenze, intenso e solare. In bocca duplica l’impressione di fittezza e ricchezza di trama e materia, è largo ma progressivo, sostanzioso, polposo nella dote fruttata, di struttura ingente ma ben sostenuta da naturale freschezza, svariato di spezie chiare e note silvestri nel lungo finale. Prende il ritmo da tannini grossi e buoni, coessenziali al liquido e dal riflesso aromatico di cioccolato fondente. Vino immediatamente buono, che non necessita di ricercatezze e proiezioni.

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