Canlibero Bullican 2013 Trebbiano e Fiano

Ecco una nota di degustazione che potrebbe essere brevissima eppure esaustiva. Che altro dire infatti del Bullican 2013 di Canlibero oltre che è un vino sorprendente?
canlibero-1Canlibero, per chi non la conoscesse, è l’azienda vinicola di Ennio Romano Cecaro e Mena Iannella, a Torrecuso in provincia di Benevento. Il Sannio così si rivela sempre più patria campana dei vini naturali e artigianali, intesi come piccole produzioni, seguite passo passo dal produttore.

Alla faccia di chi le piccole cantine vorrebbe eliminarle.
Con l’etichetta Canlibero potete trovare anche Falanghina ed Aglianico, vini che possono sembrare grezzi ad un primo sorso, quella ruvidità che determina la differenza tra un vino fatto a mano ed uno fatto a macchina. Poi li assaggi meglio e ti rendi conto delle enormi potenzialità di questo territorio e, soprattutto, di questo produttore.
Etichette fantasiose come i nomi, vini fatti con l’idea della scoperta ragionata, del cammino passo passo e della consapevolezza del percorso da fare.
Ecco quindi che nasce un vino come questo Bullican, tappo a corona, Trebbiano e Fiano, niente filtrazione, messo in bottiglia che ancora bolliva, che ancora bullicava, tra i più interessanti vini bianchi del Sannio. Il nome nasce dall’amicizia tra Ennio e Mena con Antonio e Marisa dell’enoteca Les Vignerons. Antonio me l’ha raccontata ed io ve la riporto:

Bullican è un progetto nato da un’idea di ennio e Mena, che ce ne parlarono e ci dissero che ne avrebbero fatte poche bottiglie, forse per berselo a casa. Poi in un secondo momento venimmo a sapere che avevano tenuto il mosto, forse per farlo frizzante, e fu a quel punto che io e Marisa lanciammo loro l’idea di comprarglielo tutto noi (infatti si trova solo da Les Vignerons) e di fare una specie di collaborazione: loro fanno il vino e noi lo compriamo. In realtà la nostra parte è stata solo di convincerli a farlo frizzante. Marisa poi ebbe l’idea del nome, Bullican appunto, un misto tra la parola ‘bull’, diminutivo di bulles (bolle, in francese), e  ‘can’ ovviamente da Canlibero, richiamando così anche il posto dove si può acquistare, ossia a Les Vignerons in Via dell’Acqua Bullicante“.

Un aneddoto che aggiunge piacere alla bevuta del vino. Cose che un industriale non può nemmeno permettersi, poverino, con la sua cantina grossa (che non sempre è una grande cantina).

Veniamo al vino.
L’apertura del tappo fa il rumore di un frizzante energico, di uno spirito che ha bisogno di uscire a tutti i costi dalla bottiglia, un Beteljuice che non vede l’ora di stupire i presenti.
Forse non ballerete al ritmo del calipso di Harry Belafonte, ma di certo piccolo saltello dalla sedia ve lo farà fare già iniziando dai suoi aromi.
Foglia di limone, paglia essiccata, salvia, fiori gialli, profumi che arrivano al naso trasportati dalla carbonica che frizza, non in modo eccessivo ma solo giusto, una sensazione molto gradevole di freschezza. Non un aroma fuori posto, nessuna sbavatura o imperfezione aromatica; una lieve acetica che svanisce immediatamente e che, caso mai, regala ancor più grinta ai profumi di questo vino.
La freschezza si ritrova anche al palato, aiutata dalla carbonica e dall’acidità propria di questo Fiano, mentre il Trebbiano gli fornisce la struttura; in bocca si scoprono nuovamente tutti i profumi già letti prima, in un dissetante equilibrio tra gusto ed aroma. Questo è quel che dicevo all’inizio: un vino che è stato abilmente guidato da Ennio ad esprimersi al suo meglio, senza aiuti esterni ma solo consigli. Quello che in definitiva fa un buon papà con il figlio.
E’ il vino adatto per dissetarsi, probabilmente con i primi caldi la parte carbonica si attenuerà lasciando all’acidità il compito di risolvere il problema della sete.
Per questo motivo sarà interessante berne una seconda bottiglia, e magari anche una terza.

Infine, io l’ho provato con spaghetti alle vongole ed è stato un grande abbinamento.

Wine Roland

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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