Non è il vino del tecnologo

Il Vino è solo tradizione?

Credo che a pochi verrebbe in mente di collegare il vino con le tecnologie IT, ossia l’Information Technology. Spesso le aziende hanno siti web poco fruibili o non manutenuti, difficile spiegare cosa sia il SEO ad un produttore di vino, e le campagne AdWords vedono un numero di aziende enologiche. 

Si può anche pensare che ad un’azienda che produce vino tutto questo non sia necessario. 

A mio avviso non è esattamente così, ma questo è un argomento sul quale vi farò sapere come la penso più avanti.

Il punto centrale è che le aziende vinicole vogliono associare, almeno come immagine, il loro brand al territorio, alla terra, alla buona vecchia viticoltura di una volta. Sappiamo bene che non è vero anche solo considerando le analisi chimiche del terreno e quelle del vino, di tecnologi in cantina già ne girano parecchi.

Però tutte queste analisi richiedono tempo, dell’enologo e del personale che, in cantina, deve controllare i parametri come densità e temperatura del mosto.

Entra l’Information Technology

La società Winer, divisione di Eurema srl, ha presentato a SMAU 2014 il sistema Vinifica che, attraverso dei sensori all’interno dei vasconi di fermentazione, effettua il “… monitoraggio dei cicli di rimontaggio, le pause tra i cicli di lavorazione, controllo di temperatura e densità del mosto in tempo reale, misurazione dei livelli di dosaggio dell’ossigeno“.

Queste misurazioni vengono poi inviate ad una console, un pc o anche un Grafico di Vinifica (c) tablet da cui possono essere verificate dall’enologo che, in caso di problemi, può intervenire, direttamente o tramite personale di cantina.

Naturalmente, come tutti i sistemi di monitoraggio ogni parametro ha una curva ideale di sviluppo nel tempo con varie soglie di allarme. Quando uno dei parametri esce dalla curva prevista, scatta l’alert.

Con questo sistema, afferma Stefano Francia, responsabile tecnico della cantina, si potranno evitare tutti quei problemi che rischiano di introdurre aromi o sapori non voluti nel proprio vino; ancora meglio, aggiunge, si potrà evitare la tanto temuta ‘mancata partenza’ delle fermentazioni.

Le cantine che già adottano questo sistema sono l’Azienda Torre Pernice, di Albenga, 10 ettari di vigna, la Cantina Sociale di Casorzo, con 15.000 ettolitri, e la Tenuta Ormanni, nel Chianti di Castellina, con 300.000 bottiglie l’anno.

L’evoluzione del vino a Radio24

Tutta l’intervista e la spiegazione la potete trovare al link che trovate qui sopra; ne parla anche Enrico Pagliarini nella sua ottima trasmissione 2024 su Radio24; potete ascoltarvi il podcast della puntata del 12 luglio 2014 (dove si parla anche i Internet of Things).

Replicatore di Star TrekNon so se, come dicono in trasmissione, si potrà fare del business con la vendita delle ‘curve di vinificazione’; in teoria ogni cantina avrà le proprie, perché ogni cantina ha le proprie uve e la propria temperatura ambiente. Certo che la tecnologia appiattisce molto le differenze di caratteristiche tra vitigni e tra metodi di vinificazione; quindi alla fine forse assisteremo anche ad un mercato di schemi di alert e curve di monitoraggio enologico.

A mia impressione, un metodo di controllo più preciso su quel che accade nelle vasche di fermentazione non può che fare del bene al vino, visto che così si potrà evitare di aggiungere i soliti additivi (mi han detto che non devo mai chiamarle polverine) per aggiustare eventuali errori o problemi sorti durante la fermentazione, visto che questi errori, in teoria, non accadranno più.

Forse tra poco berremo il vino del tecnologo.

Wine Roland

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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