World Wine Web – Numero 3

 


 

Vediamo alcune delle notizie apparse sui miei Paper questa settimana, iniziando da Masters of Wine’s Tweets, rivista che raccoglie i tweet dei più noti Masters of Wine mondiali e che trovate in email il venerdì (se vi iscrivete, ovviamente)

Coppi vs Bartali, Rolling Stones vs Beatles, Spandau Ballet vs Duran Duran e, naturalmente, Borgogna vs Bordeaux. Si, il 23 marzo a Londra si terrà un dibattito, con tanto di degustazioni, in cui si daranno battaglia i due grandi vini francesi. A capo delle truppe borgnognotte ci sarà ovviamente Jancis Robinson, mentre i paladini bordolesi saranno capitanati da Hugh Johnson. A moderare l’incontro lo chef pluristellato Michel Roux Jr. Anche solo per ascoltare i due capitani, sarebbe da andarci.

Cade quest’anno un importante anniversario, almeno per l’economia vinicola; sono infatti trascorsi 50 anni dall’invenzione dei contenitori bag-in-box, idea e prodotto brevettati nel 1965 dal viticoltore australiano Tom Angove


 

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Leggi anche l’articolo Wine Down Under sul mercato australiano del vino

 


Come spiega ad ABCNews mister Scott Bell, general manager di Accolade Wines e partner di importanti aziende vinicole di Australia e Nuova Zelanda, il bag-in-box “è conveniente, non c’è vetro, è più comodo da trasportare, il vino resta fresco più a lungo che non quello in bottiglia, ha una impronta di consumo carbonico ridotta e, naturalmente, risparmio economico.” Beh ok, forse col vino australiano funziona bene, d’accordo mister Bell.

San Valentino è passato, ed anche noi lo abbiamo superato indenni. Per chi però volesse continuare a fare il romantico, sul sito di Matthew Jukes troviamo una serie di spumanti rigorosamente rosé con cui fare bella figura. Non metterei però la mano sul fuoco per quel che riguarda il brut roseé inglese (già, inglese), a base di Pinot Noir che, a detta di Matthew, è spettacolare e renderà la vostra serata dello stesso colore. Ma il colore dell’amore passionale, non era il grigio in tutte le sue 50 sfumature?

Che gli australiani non sappiano più come fare a vendere il proprio vino, ormai è evidente a tutti. Dal 28 febbraio al 1 marzo ci sarà a Melbourne, al costo di 120-150$, un evento in cui verranno assaggiati chardonnay, cabernet sauvignon, shiraz (lo chiamano così, il syrah). Quale è la cosa strana? Che l’evento si chiami Acqua Panna Global Wine Experience!

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Come si comportano i cinesi a Bordeaux? Sembra che siano tornati ad apprezzare le annate già in bottiglia, preferendole a quelle che dovranno ancora essere imbottigliate. Detta così, può far ridere, o può sembrare che mi si sia incartata la logica. Invece dovete sapere che, almeno fino al 2005, i cinesi compravano volentieri il vino appena vendemmiato, fidandosi del futuro in bottiglia. Ora invece sembra non sia più così visto che, ci racconta Bloomberg, stanno dando fondo alle riserve del 2000. Eccesso bordolese di scorte di magazzino, o semplice operazione finanziaria cinese per controllare i prezzi? Insomma, tutte cose che col vino ci azzeccano poco. D’altra parte, se mettete insieme Bordeaux e Cina, che volete?

Passiamo ora a Wine ‘Round Midnight, l’altro mio Paper pubblicato il sabato attorno a mezzanotte (orario dell’Europa Centrale).

Dalla timeline di AlaWine (@alawine) troviamo l’interessante notizia, apparsa su Grub Street, che il vino rosso aiuta a bruciare i grassi, nel senso di grasso adiposo. Leggendo bene l’articolo però si capisce che le cose stanno in modo leggermente diverso. Infatti, come spiega Clint Raney, non è che vi bevete un bicchiere di merlot e magicamente diventate più magri (perché poi il merlot? col Montepulciano d’Abruzzo non funziona?). L’esperimento ha evidenziato che alcuni topi, dopo una dieta a base di muscadin, un’uva rossa da vino diffusa nel sud degli USA, avevano un minor tenore grasso. Quindi, se volete perder peso, quindici giorni a muscadin e potrete infilarvi nuovamente nel vostro bikini. Come? Vi chiamate Giovanni? Beh, non facciamo differenze di sesso, qui su Storie del Vino.

Ci sono anche articoli più seri, in giro, come quello di Lauren Mowery (@chasingthewine) sul suo blog Chasing the Vine, che tratta del mercato del vino e dei liquori in Cina. L’articolo è piuttosto lungo, ma molto ben fatto e documentato. Merita una lettura attenta e qualche riflessione, soprattutto da parte italiana. La Cina è diventata il 5° maggior consumatore di vino, dal 2001 al 2011 ha più che raddoppiato gli ettari vitati, passando da 200.000 a 500.000, ed importano un quinto del vino consumato. E’ però un mercato difficile, visto che i cinesi hanno l’abitudine, come stanno facendo in Francia, non solo di comprarsi il vino, ma tutto il vigneto.

Per concludere, approfittando dell’uscita dellle 50 Sfumature di Grigio, un video di Cork Envy.

A mercoledì prossimo!

Wine Roland

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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