Benvenuto Brunello 2013 – Rosso di Montalcino 2011

ciliegie1Come per l’edizione precedente, nessun punteggio e note sui soli vini giudicati validi o degni di menzione tra quelli degustati. La successione delle aziende ricalca la numerazione adottata dal Consorzio nel suo blocco per appunti o elenco. Da qui iniziano le mie note di degustazione.

Nota: l’immagine di questo articolo rispecchia la parola che più frequentemente compare nelle note di Emanuele. Tenterò di rispecchiare lo stesso sistema anche nella pubblicazione delle prossime note, che avverranno tipicamente il lunedì ed il giovedì. (Wine Roland)

ROSSO DI MONTALCINO 2011

Tenute Silvio Nardi. Semplice, immediato e di facile beva per il succoso, fragrante corale di fragola, ciliegia, melagrana, menta romana e ruggine. Sviluppo connotato da persistente freschezza e buona tensione, chiusura con ricordi di buccia di mela, anguria, caramella all’arancia e ancora ciliegia, ciliegia, ciliegia. 

Tenuta Le Potazzine (degustazione presso l’azienda il 5/2/2013, note precedentemente pubblicate su Intravino) Un piacere. Molto articolato al naso: ciliegia rossa croccante, fragolina e cassis insieme a salvia, muschio, rosmarino e cenni di menta e gesso. Abbastanza vicino al 2010 per cifra espressiva. In bocca l’attacco è deciso, lo sviluppo leggiadro e vivace, senza interruzioni, sostenuto dall’acidità vibrante e chiaro per corrispondenza gusto-olfattiva (fragolina, ciliegia, aronia, salvia). Chiusura in freschezza, scandita da tannini piccoli e croccanti, persistenza lunga.

 Tiezzi (2010). Sottobosco, ciliegia, succo di lampone, un tratto ferrigno e a sorpresa cera e stoffa. Per la sua categoria è quasi atipico: alla scioltezza della progressione e alla tensione succosa che esaltano il piacere della beva si uniscono un grado di complessità e note scure, terragne, oltre a tannini di vaglia: doti che lo pongono tra le migliori versioni in assoluto di Rosso in quest’annata. Finale con parata di bacche rosse fresche, un pugno d’erbe aromatiche, un filo di spezie rosse e un’asciuttezza di pietra.

Tiezzi (2011). Il confronto con il suo predecessore è suggestivo. Naso carnoso, richiama fragola e ciliegia fresche, croccanti, poi sorba e buccia di mela. Nitida traccia di ruggine. A parte questo l’ampiezza olfattiva si riflette in un sorso ad alto impatto di freschezza e di veemente tattilità, bisognosa di ulteriore riposo per regolare la propria esondante esuberanza. Un Rosso generoso e di energia debordante.

Agostina Pieri. Frutta rossa matura, impressione corale di solarità, un naso “caldo” ma non decotto (la parte acida del frutto bilancia e slancia). In profondità, note di macchia marina. Caldo anche nell’impatto al gusto, ma nello sviluppo si irradia senza scottare, irrora bene ed è giustamente teso. Precisi i riconoscimenti di frutta (ciliegia, susina) e buona la persistenza.  

Armilla (2010). Buono, fine e leggero. Svolge piacevolmente, grazie a nitore e intensità dei suoi profumi essenziali e fragranti (fragola, buccia di mela stark, salvia, timo, fiori freschi) la parte olfattiva; e grazie al suo passo leggero e slanciato, tutto nerbo e grazia minuta, resta impresso come sorpresa e idea di versatile vin de repas. Da una microproduzione (2.500, 4.000 di Brunello).

Barbi. Rosa canina, fiori rossi, fragolina di bosco, ruggine in definizione e con unità. Bocca giusta per freschezza e slancio – un soldatiano vino passante – tesa e slender, regala sapori di melagrana, acerola e caramella di ciliegia. Finale pulito con chiosa di fiori e agrumi.

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