Benvenuto Brunello 2013 – Selezione e Riserva 2007 (Continua 5)

Brunello Riserva
BRUNELLO DI MONTALCINO 2008 SELEZIONE
 
Mocali Vigna delle Raunate. Molto denso e complesso il naso, che sottende una relazione non del tutto chiara tra massa e peso: di certo è grosso, onusto, pieno e caldo, saturo di frutta (matura e sotto spirito), fiori passi, erbe macerate, fieno. Bocca ampia e parimenti calda, rinfrescata e chiaramente sapida in attacco, poi via via meno slanciata e definita. I riconoscimenti speziati, fruttati e floreali non sono affastellati; l’acidità, ancorché moderata, non è latitante; la sensazione globale, tuttavia, non è unitaria, né la chiarisce la mordenza del tannino che già nella fase centrale asciuga e frena. Detto questo: è troppo presto.
 
Poggio Antico Altero. Quest’anno il nome risulta fuorviante: nessuna alterigia, piuttosto carnosa e appagata rilassatezza. All’olfatto ricorda ciliegia, susina, timo e cedro, sullo sviluppo pesa solo una nota di legno e coke non assorbita ma che, vista la fase, si può imputare alla giovinezza. Al palato inizia snello, quasi delicato, sulla frazione acida del frutto rosso, per poi elaborarlo in polpa e maturità. Meno definito del Brunello d’annata, in progressione si dà una veste scura e speziata (mirtillo, liquirizia, noce moscata), denuncia una tensione più contenuta e un finale più segnato dai tannini. Decisamente da riprovare.
 
BRUNELLO DI MONTALCINO 2007 RISERVA
 
Mocali. Ancora densità e concentrazione, nota di casa più che d’annata. Gelatine e canditi di frutta rossa (ciliegia, ribes, lampone e rabarbaro), erbe aromatiche, terra bagnata, sauna (pietra calda? Legna calda? Vapore?) e una vena ferrosa. La bocca premia gli scettici della Selezione: l’incipit è tutta presenza e pressione, da subito sostenute da una freschezza giustamente acuta e acidulata (il segno del frutto rosso). Sorso quindi energico e preciso nella progressione, molto alcol e tannini robusti ma tanto l’uno, quanto gli altri sono ben infusi e partecipano all’espressione corale. Un solo dubbio illuminista, senza pretesa alcuna d’essere illuminato: una Riserva già così svolta, quand’anche talmente bene? Così l’affermazione in chiusura delle note sul Vigna delle Raunate diventa dubbio: troppo presto?
 
La Rasina Ris. Il Divasco. Si distingue al naso per slancio e definizione, doti rare tra le Riserve 2007: amarena e Šljivovica, timo e genziana, cortecce e cipresso. Il frutto prosegue in lunga e variegata parata e si ritrova al palato nelle tonalità dal rosso al nero, succulento e freschissimo, epitome della tensione che, con tanta sostanza da gestire, proprio servirebbe alle molte Riserve nelle quali latita. Una riserva di senso.
 
Poggio di Sotto. Pulsante, nel senso che lo si coglie alternativamente teso o disteso. È denso più che chiuso, e la sua tensione è superficiale, quindi assai sensibile, proprio per la fittezza sottostante di trama. Profondo, poco sondabile, fatta eccezione per cenni di ribes, lavanda, cera e fiori amari. Bocca irruenta, la dinamica gustativa è risolta in uno slancio poderoso, sequenziale, segnato da molti sapori e discontinui, difficili da compendiare in una sensazione globale. Giovane, espressionista: non concede chiaroscuro, ombre e colori se non puri.

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