Benvenuto Brunello 2014 – 5.1


gaynor-articolo-1Note di degustazione di Rosso 2012 e Brunello 2009

ROSSO DI MONTALCINO 2012

Cupano 2011 (uscita ritardata). Introduce in scioltezza – distensione, souplesse, agilità – le due frazioni successive – intense, serrate – della staffetta di casa. Naso espressivo e d’impronta mediterranea, che cita e sublima le note più aeree, insieme fiori e frutti, dei due vini superiori. Sorso appagante, ornato e impegnativo, decisamente non da secondo vino. Calore presente ma connaturato alla fitta trama gustativa ed equilibrato dalla riserva acida, un sostegno mobile e fondamentale. In coda lampone, ciliegia, gemme di pino e salsedine.

Fattoi. Da coup de foudre: macedonia di frutta rossa, karkadè e una nota vaporosa di fiori freschi (iris, rosa rossa) sono un invito immediato al sorso. Succo di lampone, mirtillo rosso, ciliegia croccante; svolgimento in agilità e contraddistinto dalla definizione e dalla notevole persistenza degli aromi. Dinamica esaltata dalla freschezza naturale, fruttata e succosa. Un rosso di energia e tensione.

Il Marroneto Ignaccio 2011 (uscita ritardata). Corpo ed energia, slancio e impatto. Come nelle annate precedenti un Rosso che fa categoria a sé: dichiara materia e forza, subito rese in pienezza dello spettro olfattivo; spiccano rabarbaro, chinotto, ciliegia, mora e cenni balsamici sullo sfondo. Sorso di grande impressione: sensazione tattile intensa, pulsante e persistente. Frutto croccante e freschezza infusa.    

BRUNELLO DI MONTALCINO 2009

Corte dei Venti. Insondabile al naso, equilibrato tra densità e tensione al sorso. In persistenza si svolgono appena più chiaramente i tratti distintivi dell’annata – calore, energia – ma allo stato non sembra corretto arrischiare un giudizio più articolato.

Cupano. Risalta per densità e profondità alla prova visiva. Molto suggestivo il quadro olfattivo: fico d’india, oliva, oleandro, muschio, edera e una ricca composizione di frutta rossa matura e sciroppata. Impressione di maturità, solarità e fittezza di trama. Quest’ultima si conferma al gusto immediatamente, ne amministra lo sviluppo, innerva e anima il liquido dandogli presa e pienezza carnosa. Le impressioni più calde fanno invero da sfondo, governate da tannini rinfrescanti e acidità vibrante, succosa, il vero volano della progressione gustativa. Su quello sfondo caldo, in persistenza, si risolvono mimeticamente compressione e varietà degli aromi: alloro, curcuma, cardamomo, incenso, aloe, gelatina d’uva, amarena, ribes e tabasco. Tra i migliori della rassegna.

Donatella Cinelli Colombini. Lento e chiuso in una linda, confortante indifferenza, salvo per sottilissimi cenni pietrosi, di frutti neri, sottobosco e gomma pane. Sorso che pretende attesa e riposo, senza’altro concedere che pochi segnali: un cenno caldo, uno a ciliegia e mora; altri, ancor più discreti, come dal cammino attraverso un bosco.

Fattoi. Denso, intenso nel bouquet che compendia frutti rossi, fiori di campo, timo, rovo, note terrose e di malto. Al cospetto di questo naso, le impressioni gustative risultano impreviste: preciso, conciso, definito nei riconoscimenti, di slancio discreto, quasi trattenuto, e trama tannica gentile, influente sull’evoluzione gustativa del finale (ricordi di cacao e cappuccino). Chiusura in crescendo calorico.

Fornacella. Scontroso, chiuso, non è un campione di definizione ma ha una rusticità che riesce familiare. Diffonde gli aromi in staccato, piacevoli e grassi nelle espressioni di frutta matura, felce, salvia, sottobosco e una punta resinosa. Un quadro pieno, al limite affastellato ma generoso. Al sorso è essenziale, allegro, di buono slancio e inclinazione morbida. Passa rapido, quasi anodino, poi lascia in retrolfazione il ricordo in controtendenza: una coda fresca, balsamica e fruttata, ben sottolineata dai tannini.

Fuligni. Impressione globale di riservatezza ed eterea eleganza. Note olfattive in sottigliezza e misura, molte e vaporose: lavanda, iris, edera, canfora, ciliegia di sfondo, tracce amare e una composita imbastitura minerale che mette insieme pietra calda, ardesia, creta e ferro. Di pari passo il sorso: vivo, di sostanziale e persistente freschezza, già in perfetto equilibrio nonostante la sua evoluzione sia solo in fase iniziale, slanciato ed elegante in progressione. Tra i migliori.

Il Marroneto. Difficile valutarlo già ora: è decisamente troppo presto. Intenso e irruento al naso: vinile, das, piombo, benzoino, erbe aromatiche e fiori blu. Sorso estremamente serrato, promettente per la sensazione netta di potenza e pienezza senza peso, ma erratico e ancora poco coeso nella sensazione globale. Da riprovare, con le migliori aspettative, dopo il giusto riposo.

Il Paradiso di Manfredi. Ciliegia rossa e susina, fresche e invitanti, sono il tratto più confortevole di un bouquet di grande articolazione (erbe amare, stoffa, lardo, ruggine). Al sorso è ancora crudo, nervoso ma senza sbavature, di grande presa e grande sostanza; ben sostenuta, quest’ultima, dalla freschezza infusa. Tannini di grande finezza.

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