La parte degli angeli: l’Armagnac – I parte

Con l’avvicinarsi delle prime serate fresche, ritorna la gradevolezza di bere un buon Armagnac. Un distillato storico per la Francia, legato a territori e storie che iniziano dal XIII secolo. Ripercorriamo quindi alcune vicende di quell’epoca, magari accompagnando la lettura con un sorso di Armagnac e con la lettura di un buon libro.


Tra il parco nazionale dei Pirenei ed il parco regionale delle terre di Guascogna, troviamo una delle più antiche regioni di produzione di acquavite. E’ la regione di Armagnac, un tempo parte della provincia della Guascogna, amministrativamente eliminata nel 1790.

carta-di-armagnacImmagino che anche a voi venga immediatamente al pensiero il più celebre dei cadetti di Guascogna, quel D’Artagnan che insieme ai suoi amici moschettieri fu il protagonista del famoso romanzo di Alexandre Dumas (padre).

Non possiamo dimenticare assolutamente Cyrano de Bergerac, nato in una cittadina a nord della zona di Armagnac, e noto sia per la sua bravura con la spada che per le dimensioni del suo naso.

Il romanzo di Rostrand è sicuramente da rileggere per la bella e triste storia d’amore con Rossana, ma anche per divertirsi con l’ironia di questo cadetto di Guascogna.

Da queste parti il modo di produzione dell’acquavite è conosciuto fin dal Medio Evo, grazie alla vicinanza della Spagna a quel tempo conquistata dagli arabi, e che introdussero l’alambicco in Europa. La regione è inoltre ricca di vigneti, alcuni autoctoni, altri introdotti dai legionari romani che ricevettero queste terre come regalo per il loro ventennale servizio di leva.

Fu nel XIII secolo che l’acquavite di Armagnac conobbe il miglior periodo per l’esportazione; a quell’epoca la regione di Bordeaux era sotto controllo degli inglesi, che approfittavano della presenza del fiume Garonna per i propri commerci interni, e per arrivare facilmente sull’Atlantico.

Tra i prodotti esportati c’era naturalmente il vino, che però era facilmente deteriorabile, ed il lungo tragitto per mare rischiava di far arrivare a destinazione un prodotto completamente rovinato. L’acquavite, invece, oltre ad occupare un volume minore di circa un quinto rispetto allo stesso peso di vino, non si deteriorava affatto e poteva essere aggiunta al vino trasportato per migliorarne la resistenza al viaggio ed aumentarne la gradazione alcolica, all’epoca piuttosto bassa.

downloadAlla fine della Guerra dei Cento Anni (1453) gli inglesi vennero cacciati dal territorio, ed i commerci continuarono attraverso l’unica enclave britannica rimasta, il porto di Calais sulla Manica. La produzione di vino nella regione di Armagnac andò ad aumentare, e nel 1850 erano prodotti quasi 100.000 ettolitri di vino, nel 1818 un editto di Luigi XVIII stabilì che l‘Armagnac dovesse essere prodotto esclusivamente con alambicchi particolari detti Armagnacoise, di suo brevetto, costruiti in  rame per non essere attaccati dagli acidi del mosto, e a singola distillazione continua; nel 1909 fu creata la AOC Armagnac, stabilendo le tre zone ‘cru’ della AOC: Bas-Armagnac, la zona più pregiata, Tenereze, Haute-Armagnac.

Purtroppo nella seconda metà dell’800 la filossera distrusse la maggior parte delle viti europee, che dovettero pertanto essere ripiantate su piede americano; le produzioni diminuirono enormemente e nel 1940 erano prodotti solamente 20.000 ettolitri di vino. Pian piano la costanza dei produttori ebbe la meglio, ed oggi nella regione ben 15.000 ettari di vigna sono dedicati alla produzione di vini dedicati esclusivamente alla distillazione.

 

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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