Les raisins de la colère

CarcassonneVerso mezzanotte di martedì 16 luglio, il gruppo francese CAV (Comité Régional d’Action Viticole, Comitato per l’Azione Vinicola, attivo in Languedoc-Roussillon) ha fatto esplodere una bomba all’interno della sede di Carcassonne del partito socialista francese. Nessun ferito, molti danni anche ad una scuola dall’altro lato della strada. Con lo spray, sui muri esterni dell’edificio è stato scritto più volte il nome del Ministro dell’Agricoltura, Stephanne Le Foll.

Il CAV ha voluto dimostrare in questa maniera cruenta il proprio dissenso sulle vicende riguardanti il cosiddetto Wine lake, ossia il surplus del vino prodotto in Europa ed in particolare in Francia. In Languedoc viene prodotto quasi un terzo del vino francese, e secondo il CAV il ministro Le Foll non avrebbe ben difeso gli interessi dei piccoli vignaioli indipendenti della regione, favorendo invece gli interessi delle aziende maggiori e più strutturate.

Il problema dell’eccesso di vino prodotto dall’Unione Europea data almeno dal 2007, quando l’allora Commissario Europeo all’Agricoltura, la danese Mariann Fischer Boel, si rese conto che l’Europa produceva almeno 13 milioni di ettolitri di vino in più di quanto riuscisse effettivamente a venderne, a causa anche dell’importazione di vino dagli USA. Vi consiglio la lettura di un bell’articolo di Jancis Robinson sull’argomento.

In questo articolo de I numeri del Vino, trovate tutti i dati su produzione e consumo di vino in Europa, numeri che sono necessari per inquadrare il problema. E’ vero inoltre che dal 2007 ad oggi si è aperto il mercato cinese del vino, ma nonostante una buona penetrazione dei vignaioli francesi in Cina, le esportazioni non bastano a ridurre la sovrapproduzione.

Il vino in eccesso viene obbligatoriamente conferito ai distillatori per produrre soprattutto etanolo, pratica chiamata ‘distillazione di emergenza’; nel 2007 l’Europa spendeva ogni anno circa 1,3 miliardi di euro per far fronte a questo surplus di vino, in parte per la sua distruzione, in parte per l’espianto di vigneti così da ridurre la superficie vitata totale, in parte, circa 500 milioni di euro,  per la trasformazione in etanolo e bioetanolo, che è molto costosa a causa del processo di eliminazione dell’acqua dal vino, necessario per ottenere biocombustibili efficienti.

In un’altra regione francese, a Bordeaux, venne invece deciso fin dal 2005 di pianificare l’espianto di circa 17000 ettari di vigne sui 124000 totali, utilizzando i risarcimenti della UE, anziché diminuire le rese per ettaro o distruggere il vino in esubero.

La riforma del 2007 diminuì molto i risarcimenti ai contadini, usando così quegli stessi fondi per migliorare la qualità a scapito della quantità, per conservare il patrimonio paesaggistico ed ambientale dei vigneti e per aiutare l’uscita di quei vignaioli che decidevano di smettere di produrre vino.

Manifestations-1907_MontpellierIl CAV non è nuovo ad azioni di questo tipo.

Già nel marzo del 2005 circa 120 uomini mascherati distrussero i magazzini di due produttori di vino nella città di Séte, sempre in Languedoc; i due erano colpevoli, secondo il CRAV (il nome del gruppo a volte acquista una R che sta per Regionale) di vendere vino di bassa qualità ottenuto acquistando uve di seconda scelta. Un mese dopo, ad aprile, fu fatta esplodere una bomba negli uffici di France Telecom di Montpellier, e la sigla CRAV fu disegnata sui muri esterni. Analoga azione di distruzione di vino nel 2009, quando obiettivo del commando fu un importatore di vino sfuso da Spagna ed Italia.

La storia delle rivolte dei vignaioli di Roussillon e Languedoc però risale almeno ad un secolo fa. L’11 marzo del 1907 fu organizzata da Marcelin Albert una grande dimostrazione di piazza con un corteo che arrivò fino a Narbonne e che aveva anche l’appoggio dell’esercito.

revolte_1907_1Potete trovare la storia, ed i riferimenti, nel mio post Il vino nella Grande Guerra; allora però la Guardia Nazionale sparò sui dimostranti, uccidendone sette, tra cui un ragazzo di 17 anni ed una giovane donna di 20.

Nota: Il titolo di questo post, Les raisins de la colére, è la traduzione francese di The Grapes of Wrath di John Steinbeck, tradotto in Italia con il titolo di Furore.

Wine Roland

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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