Benvenuto Brunello 2015 – Degustazioni a Montalcino – 5

BRUNELLO DI MONTALCINO SELEZIONE 2010

Le Ragnaie Fornace

Espressivo, chiaro e complesso. Fonde un assortito pot-pourri di spezie (curcuma, pepe, macis, vaniglia) a note di timo, mirtillo rosso, ribes, melagrana, arancia amara, cappero su uno sfondo minerale complesso, da calcare a ruggine. La risoluzione degli aromi è commovente. Tra i tre Brunello della casa è al momento della degustazione il più avvicinabile, ma a qualificare bevibilità e prontezza non sono rilassatezza e semplicità: è un vino di freschezza coessenziale, vibrante e slanciato nonostante la struttura. Combina fittezza di trama e un tocco gentile, vellutato. Progressione coinvolgente e finale superbo per lunghezza, persistenza e qualità dei riscontri aromatici, note di terra e fattura dei tannini – infusi e dolci, dissetanti.

Le Ragnaie Vigna Vecchia

Più sottile, lineare e delicato, invero molto fine e non estenuato. La nota leggiadra dà il via a una parata floreale e balsamica di grande finezza, tra viola, elicriso, issopo e sottobosco, con cenni di prugna e creta. Bocca molto elegante per struttura e unità espressiva, articolata e aggraziata, con progressione su frutto rosso, spezie e sottobosco, animata da viva acidità e tannini fendenti, molto buoni. Lunga persistenza e, a conferma delle prime impressioni, sensazione globale di grande pulizia ed eleganza.

Lisini Ugolaia (2009)

Fine e fermo. Al fondo dell’impressione di materia e densità si sonda la vena fresca e sapida. Per il resto, il naso è un bloc notes fitto di tratti accennati e crittografie con ciliegia, mora, humus, alloro, rosmarino, gelatina di ribes. Al sorso risaltano innanzitutto la dimensione tattile, il toucher de bouche intenso, diffuso e profondo, la presenza; quindi il calore; e, ad integrare una piacevole sensazione di piccantezza, il temperamento dei tannini e i molti cenni speziati. In persistenza una scia balsamica e fruttata di mirtillo, timo, sottobosco, tabacco sobranie. 

 

BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2009

Lisini

Poco da dire oltre tre aggettivi: caldo, solenne, ermetico. Dopo l’impatto quasi spiazzante per imponenza, l’impressione è molto positiva. Presenza quasi dominante. È chiuso, forte e denso, il legno è presente ma non sa di macchia indelebile. E poi il vino ha un’energia e un’acidità infuse che varrebbero da sole ad annoverarlo tra i beni durevoli della vituperata annata 2009, in barba ai viziosi dell’estimo.

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