Nuovi vitigni a Bordeaux contro i cambiamenti climatici

nuove uve bordeaux

Che i cambiamenti climatici siano una realtà e che inizino ad incidere sulla produzione agricola, spero che nessuno abbia dubbi. Anche la produzione di vino risente di un clima che sta portando verso nord temperature più alte del normale.

Ad esempio, in Provenza iniziano ad avere qualche problema nella produzione di vini rosati, come scrivevo a febbraio di quest’anno. D’altra parte, saranno favoriti i vini di alta quota, come l’Etna ad esempio, dove l’escursione termica tra giorno e notte e l’acidità delle uve saranno un valido aiuto.

In Francia il problema lo stanno affrontando introducendo sette nuovi vitigni a Bordeaux e Bordeaux superiore, provenienti da zone temperate come il sud della Francia e dal Portogallo.

Le nuove uve di Bordeaux

L’associazione dei vignerons di Bordeaux ha votato una risoluzione per presentare all’INAO (Istituto Nazionale dell’origine e la qualità) la possibilità di introdurre queste nuove uve.

Per i vitigni a bacca rossa si tratta di

  • Marselan, incrocio di Grenache e Cabernet Sauvignon e originario della Languedoc
  • Castets, uva originaria della regione di Aveyron nel sud-est francese
  • Arinarnoa, un incrocio fra Tannat e Cabernet Sauvignon, probabilmente originaria dei Pirenei e coltivata in Languedoc e Provenza
  • Touriga Nacional. coltivato in Portogallo nella valle del Douro, il fiume che in Spagna diventa Duero; è noto anche per entrare nella produzione del Porto

I nuovi vitigni bianchi introdotti saranno:

  • Petit Manseng, tipico del Jurancon e noto in particolare per una alta acidità
  • Liliorila, incrocio prodotto negli anni ’50 tra Baroque e Chardonnay, coltivato già nella zona di Bordeaux
  • Alvarinho, tipica del nord del Portogallo

Le uve sono state scelte per le loro caratteristiche di resistenza alla muffa grigia ed alcune tipologie di funghi; tipicità come maturazione tardiva, che aiuta nel caso di gelo primaverile. alta acidità e basso contenuto zuccherino, rendono queste uve particolarmente adatte alle modificazioni del clima.

Cambiamento climatico contro la tradizione del vino

Per un paese conservatore in fatto di vini come la Francia, introdurre nuovi vitigni a Bordeaux è una svolta quasi storica.

Nella regione di Bordeaux è il Merlot l’uva più coltivata, ed il suo alto contenuto di zuccheri unito all’aumento delle temperature, produce vini sempre più alcolici, in controtendenza alle richieste del mercato moderno. Fino ad ora un metodo per mitigare gli effetti dell’aumento del calore è la vendemmia anticipata, che però non può essere anticipata più di tanto. Gli zuccheri infatti si sviluppano più velocemente delle componenti che producono il sapore e lo rendono gradevole; una vendemmia troppo anticipata toglierebbe ogni piacevolezza ai vini e rendendoli squilibrati sui tannini.

L’introduzione delle nuove uve sarà sottoposta ad un controllo stretto, ogni proprietario non potrà dedicare più del 5% delle proprie vigne a queste uve, e nei vini non potranno essere presenti, in totale, più del 10% del blend. Probabilmente le uve presenti nei vini non verranno elencate: dal 2017 a Bordeaux i vini presentano l’elenco delle uve con cui sono prodotti, e questa scelta va nella direzione di non confondere troppo i consumatori. E vediamo poi cosa ne pensano i wine lovers americani.

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